Prova contagio – Rapporti sessuali

Giurisprudenza massimata – Sangue infetto

Prova contagio – Rapporti sessuali

Ove risulti accertato il nesso causale tra il comportamento omissivo di una struttura ospedaliera e dell’amministrazione sanitaria e il contagio da HIV subito da una paziente, ai fini della prova del nesso causale tra quest’ultimo evento e il contagio subito dal marito che aveva con lei intrattenuto rapporti sessuali, occorre fornire la dimostrazione, in termini probabilistici, del legame tra esposizione al rischio e specifico evento lesivo, la quale, in presenza di una legge causale generale e in assenza di fattori alternativi, puo essere fondata su meccanismi presuntivi (nella specie, si è ritenuta erronea la ricostruzione del giudice di merito che, basandosi unica- mente su un certificato medico che conteneva un giudizio di verosimiglianza sul contagio per via sessuale, aveva escluso la prova del nesso causale, omettendo di valutare ulteriori elementi di fatto e non considerando ne la circostanza notoria che i rapporti sessuali sono uno dei principali veicoli di diffusione dell’HIV, ne la mancata deduzione da parte dei convenuti di ipotetici fattori alternativi di infezione). (Cass. civ., sez. un., 11/1/2008, n. 584, in Foro it., 2008, 2, 1, 451).