Prescrizione e dies a quo

Giurisprudenza massimata – Sangue infetto

Prescrizione e dies a quo

Il termine di prescrizione dell’azione risarcitoria nei confronti del Ministero della Salute per omessa vigilanza, in relazione alle ipotesi di infezioni da HBV, HCV e HIV a seguito di trasfusioni con sangue infetto, decorre dal giorno in cui il danneggiato ha avuto consapevolezza della riconducibilità del suo stato morboso alla trasfusione subita. Tale momento deve individuarsi nella proposizione della domanda in via amministrativa, poiché la vittima del contagio deve comunque aver avuto una sufficiente percezione della malattia, del tipo di malattia e delle possibili conseguenze dannose. App. Lecce Sez. I, 22/04/2016

Nelle ipotesi di infezioni da Hbv, Hcv e Hiv a seguito di trasfusioni con sangue infetto, eseguite da strutture pubbliche o private, si configura il reato di lesioni colpose o di omicidio colposo e, pertanto, il termine di prescrizione è di norma quello quinquennale, a meno che non sia intervenuta la morte del trasfuso, e decorre dalla data di presentazione della domanda volta ad ottenere l’indennizzo ex legge n. 210 del 1992. Trib. Lecce, 22/04/2016

In materia di risarcimento del danno di chi assume di avere contratto, per contagio, una malattia per fatto doloso o colposo di un terzo, la data di presentazione dell’istanza amministrativa per la concessione dei benefici di cui alla legge n. 210 del 1992, rappresenta il limite estremo ed invalicabile di decorrenza del termine prescrizionale dell’azione risarcitoria. Ciò, tuttavia, non esclude che esso non possa essere retrodatato, in relazione alla conoscenza, eventualmente acquisita precedentemente dal paziente, della patologia e della sua connessione con il fatto di contagio, ovvero, in termini equipollenti, alla sua conoscibilità con l’utilizzo dell’ordinaria diligenza. App. Campobasso, 31/03/2016

La richiesta di indennizzo ex legge n. 210 del 1992 non può valere ad interrompere la prescrizione dell’azione risarcitoria per i danni subiti a seguito di una trasfusione di sangue infetto, avendo le dedotte prestazioni l’una natura contributiva e l’altra natura risarcitoria. App. Lecce Sez. II, 08/01/2016

In tema di responsabilità per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti emotrasfusi, la presentazione della domanda di indennizzo di cui alla l. n. 210 del 1992 attesta l’esistenza, in capo all’interessato, di una sufficiente ed adeguata percezione della malattia e, pertanto, segna il limite temporale ultimo di decorrenza del termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno a norma degli artt. 2935 e 2947, comma 1, c.c., senza che ciò esclude la possibilità di collocare l’effettiva conoscenza della rapportabilità causale della malattia in un momento precedente, tenendo conto delle informazioni in possesso del danneggiato e della diffusione delle conoscenze scientifiche, in base ad un accertamento che è rimesso al giudice del merito. (Nella specie, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata per aver individuato il “dies a quo” di decorrenza della prescrizione nella data di presentazione della domanda amministrativa di indennizzo, avvenuta nel 1997, senza valutare che il danneggiato si era sottoposto a trasfusioni mensili sin dall’anno 1984 e la diagnosi della malattia era avvenuta nel 1994, quando la conoscenza del problema era di dominio pubblico, essendo già in vigore la legge del 1992). (Cassa con rinvio, App. Lecce, 16/01/2013). Cass. civ. Sez. VI – 3, 18/11/2015, n. 23635 (rv. 637785)

Il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto tali patologie per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, comma 1, c.c., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, a tal fine coincidente non con la comunicazione del responso della Commissione medica ospedaliera di cui all’art. 4, L. n. 210 del 1992, bensì con la proposizione della relativa domanda amministrativa. E’ risaputo che nel processo civile, in materia di prova e di libero convincimento del giudice, l’accertamento deve essere svolto non in termini di certezza (ossia “oltre il ragionevole dubbio”) bensì in termini di “più probabile che non”. Trib. Firenze Sez. II, 27/10/2015 in Danno e Resp., 2015, 12, 1171 nota di VOZZA

Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno di chi assume di avere contratto una malattia decorre dal momento in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l’ordinaria oggettiva diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. Cass. civ., 16/10/2015, n. 20934 in Quotidiano Giuridico, 2015

La responsabilità del Ministero della Salute per i danni da trasfusione di sangue infetto in caso di decesso del danneggiato in conseguenza del contagio dà luogo ad un credito risarcitorio soggetto a prescrizione decennale ove sia fatto valere dai congiunti della vittima per conseguire il ristoro del danno subito “iure proprio” a seguito del decesso del soggetto emotrasfuso, trattandosi di pretesa che deriva da omicidio colposo, reato a prescrizione decennale. (Cassa con rinvio, App. Torino, 30/11/2010). Cass. civ. Sez. III, 16/10/2015, n. 20934 (rv. 637535)

In tema di responsabilità del Ministero della salute per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti emotrasfusi, il termine di prescrizione decorre dal giorno in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, da ritenersi coincidente con la proposizione della relativa domanda amministrativa, che attesta l’esistenza, in capo all’interessato, di una sufficiente ed adeguata percezione della malattia. Cass. civ. Sez. III, 16/10/2015, n. 20934 in Famiglia e Diritto, 2015, 12, 1100

In tema di risarcimento del danno alla salute, con riguardo al danno da emotrasfusione il dies a quo del termine prescrizionale deve essere individuato nel momento in cui il danneggiato ha inoltrato al Ministero della Salute la richiesta di indennizzo ai sensi della L.210/1992 e non dal responso della commissione medica ospedaliera. Trib. Lecce Sez. I, 15/04/2015

Si prescrive nel termine di cinque anni l’azione risarcitoria esperita nei confronti del Ministero della Salute, in seguito al contagio dell’epatite C, in occasione delle trasfusioni di sangue. Tale termine decorre dal momento in cui la malattia viene percepita, o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. Trib. Firenze Sez. II, 21/01/2015

Il termine di prescrizione dell’azione risarcitoria proposta da soggetti contagiati da Hbv, Hcv e Hiv, a seguito di trasfusioni o assunzioni di emoderivati, decorre dal momento in cui la malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. Non assume, invece, alcun rilievo a tal fine la comunicazione del responso delle Commissioni medico-ospedaliere, competenti in materia di indennizzo. App. Palermo Sez. I, 14/01/2015

Il diritto al risarcimento del danno subito dal paziente in conseguenza di una emotrasfusione di sangue infetto è soggetto al termine di prescrizione ordinario decennale, il cui dies a quo decorre non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione che produce il danno altrui o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, ma dal momento in cui viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. Tale momento deve, dunque, farsi coincidere con quella della presentazione della prima domanda di indennizzo per il contagio qualora a tale data era già stata accertata la sussistenza della malattia, a nulla rilevando che in detta occasione non sia stato riconosciuto il nesso causale tra trasfusione e il contagio. Trib. Firenze Sez. II, 13/01/2015

L’erogazione dell’indennizzo previsto dalla legge 25 febbraio 1992, n. 210, non integra, né ai fini dell’interruzione della prescrizione, né a quelli di una rinuncia anche implicita ad avvalersene, un riconoscimento – da parte dello Stato – del diritto al risarcimento del danno preteso da colui che ha patito lesioni a seguito di emotrasfusioni non sicure, in quanto detta erogazione comporta l’ammissione della sussistenza di fatti e circostanze riconducibili al solo elemento oggettivo della più ampia fattispecie risarcitoria azionata dal danneggiato, ma non si estende anche all’elemento soggettivo. (Rigetta, App. Lecce, 20/03/2013). Cass. civ. Sez. VI – 3 Ordinanza, 08/10/2014, n. 21257 (rv. 632916)

La responsabilità del Ministero della Salute per omessa o insufficiente attività di programmazione, indirizzo, coordinamento, nonché sorveglianza e vigilanza sulla produzione, commercializzazione e distribuzione del plasma e degli emoderivati si inquadra nella fattispecie generale dell’art. 2043 c.c., con la conseguenza che il diritto risarcitorio del danneggiato è soggetto alla prescrizione quinquennale, ex art. 2947, comma 1, c.c., decorrente dal giorno in cui la malattia è percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. Trib. Bari Sez. III, 16/09/2014

Nel giudizio avente ad oggetto il risarcimento del danno da trasfusione di emoderivati infetti, l’individuazione, ad opera della giurisprudenza, dell’exordiumpraescriptionis al più tardi nella data di presentazione di istanza volta a conseguire l’indennizzo previsto dalla L. n. 210 del 1992, essendo riconducibile a norma sostanziale ed integrando comunque una normale potenzialità dell’evoluzione giurisprudenziale, non comporta overrulling a favore del danneggiato e non consente quindi la rimessione in termini. Cass. civ. Sez. VI – 3 Ordinanza, 26/08/2014, n. 18217 in Quotidiano Giuridico, 2014

La responsabilità del Ministero della Salute per i danni conseguenti a infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti emotrasfusi è chiaramente di natura extracontrattuale, non configurandosi un contatto sociale tra il citato Ministero e i singoli individui sottoposti a trasfusione, ma, a tutto concedere, tra quelli e le singole strutture, in cui la trasfusione è operata. Pertanto, in assenza di figure di reato tali da innalzare i termini di prescrizione, il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto le menzionate patologie per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale, decorrente, al più tardi, dal giorno di proposizione della domanda di indennizzo, ai sensi della L. n. 210/1992. Cass. civ. Sez. VI – 3, 30/07/2014, n. 17403 in Danno e Resp., 2015, 3, 257 nota di MONTI

La responsabilità del Ministero della salute per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti emotrasfusi è di natura extracontrattuale (non configurandosi un contatto sociale tra il Ministero ed i singoli individui sottoposti a trasfusione, ma, a tutto concedere, tra quelli e le singole strutture in cui la trasfusione è operata), nè sono ipotizzabili, al riguardo, figure di reato tali da innalzare i termini di prescrizione (epidemia colposa o lesioni colpose plurime, i cui elementi materiali sono esclusi; e non rilevando ipotesi accusatorie penali non consacrate in condanne definitive e nei confronti di soggetti il cui operato non possa sicuramente ascriversi all’intimato, ove neppure esso risulti coinvolto nei relativi procedimenti penali); ne consegue che il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto tali patologie per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma dell’art. 2935 c.c. e dell’art. 2947 c.c., comma 1, non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, a tal fine coincidente di norma non con la comunicazione del responso della Commissione medica ospedaliera di cui alla L. n. 210 del 1992, art. 4 bensì al più tardi con la proposizione della relativa domanda amministrativa. Cass. civ. Sez. VI – 3, 25/06/2014, n. 14378

Il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di avere contratto patologie per contagio da virus HBV, HIV e HCV a seguito di emotrasfusioni o assunzione di emoderivati con sangue infetto, è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita quale danno ingiusto conseguente a detto comportamento. Tale momento può, al più, coincidere non con la comunicazione del responso della Commissione medica di cui all’art. 4 della legge n. 210 del 1992, bensì con la proposizione della relativa domanda amministrativa. Trib. Bologna Sez. III, 07/04/2014

La responsabilità del Ministero della salute per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti emotrasfusi è di natura extracontrattuale. Al riguardo non sono ipotizzabili figure di reato tali da innalzare i termini di prescrizione, per cui il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto tali patologie per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, bensì da quello in cui tale malattia viene percepita o può essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. Trib. Firenze Sez. II, 04/03/2014

La responsabilità del Ministero della salute per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti emotrasfusi è di natura extracontrattuale, ne sono ipotizzabili, al riguardo, figure di reato tali da innalzare i termini di prescrizione (epidemia colposa o lesioni colpose plurime); ne consegue che il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto tali patologie per fatto doloso o colposo di un terzo è soggetto al termine di prescrizione quinquennale che decorre, a norma degli artt. 2935 e 2947, primo comma, cod. civ., non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione causativa del danno o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, bensi da quello in cui tale malattia viene percepita o puo essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche, da ritenersi coincidente non con la comunicazione del responso della Commissione medica ospedaliera di cui all’art. 4 della legge 25 febbraio 1992, n. 210, ma con la proposizione della relativa domanda amministrativa, che attesta l’esistenza, in capo all’interessato, di una sufficiente ed adeguata percezione della malattia. (Cassa con rinvio, App. Roma, 23/01/2006). Cass. civ. Sez. III, 19/12/2013, n. 28464.

Costituisce, ormai, jus receptum, il principio secondo cui nelle ipotesi di infezioni da Hbv, Hcv e Hiv a seguito di trasfusioni con sangue infetto, eseguite da strutture pubbliche o private, non si configura il reato di epidemia colposa per la mancanza dell’elemento della volontaria diffusione di germi patogeni, bensi quello delle lesioni o di omicidio colposo; pertanto il termine di prescrizione è di norma quello quinquennale a meno che non sia intervenuta la morte del trasfuso, e decorre dalla data di presentazione della domanda volta ad ottenere l’indennizzo ex lege n. 210/1992. Trib. Lecce, 19/08/2013.

Il momento storico in base al quale individuare la decorrenza del termine prescrizionale dell’azione risarcitoria in tema di contagio da emotrasfusioni deve individuarsi nella data di presentazione, da parte del danneggiato, della domanda di erogazione dell’indennizzo ai sensi della legge n. 210 del 1992. Trib. Milano Sez. X, 12/07/2013.

In caso di infezioni, quale quelle da HBV o HCV, a seguito di trasfusioni con sangue infetto eseguite presso strutture pubbliche o private, si configurano i reati di lesioni o di omicidio colposi. Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno è quinquennale, salvo che il trasfuso muoia, poiche in tale ipotesi il termine di prescrizione del diritto degli eredi al risarcimento dei danni iure proprio è quello decennale. Trib. Roma Sez. II, 14/05/2013.

La responsabilità del Ministero della Salute per i danni conseguenti ad infezioni da virus HBV, HIV e HCV contratte da soggetti sottoposti ad emotrasfusioni, è di natura extracontrattuale, con la conseguenza che il diritto al risarcimento del danno da parte di chi assume di aver contratto tali patologie, per fatto doloso o colposo di un terzo, è soggetto al termine di prescrizione quinquennale, decorrente, ex artt. 2935 e 2947, n. 1, c.c. dal giorno in cui la malattia viene, o puo essere, percepita come danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. Ne sono al riguardo ipotizzabili figure di reato tali da innalzare i termini di prescrizioni. Trib. Bari Sez. III, 10/10/2013.

L’azione risarcitoria esperita nei confronti del Ministero della Salute per il danno da emotrasfusione, è pari a cinque anni, decorrenti dal giorni in cui il fatto si è verificato. Ne discende che ai fini risarcitori per i danni subiti dal ricorrente in seguito al contagio, è necessario risalire al momento in cui lo stesso abbia avuto piena consapevolezza della patologia contratta e della sua riferibilità alle trasfusioni subite. App. Napoli Sez. IV bis, 04/10/2013.

La prescrizione dell’azione di danno nei confronti del Ministero della Salute per omessa vigilanza sulla tracciabilità del sangue decorre non dal giorno della eseguita trasfusione, nè da quello in cui si sono rilevati i primi sintomi della malattia, bensi dal giorno in cui il danneggiato abbia avuto consapevolezza della riconducibilità del suo stato morboso alla trasfusione subita, anche qualora fosse da riferire all’art. 2043 c.c., con prescrizione in anni cinque. Trib. Salerno Sez. I, 14/09/2013.

In caso di infezioni da HBV, HCV e HIV a seguito di trasfusioni con sangue infetto eseguite presso strutture pubbliche o private si configurano i reati di lesioni o di omicidio colposi. Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento dei danni è quinquennale, salvo l’ipotesi in cui si sia verificato il decesso del trasfuso. Ed infatti, in tale caso, il termine di prescrizione del diritto degli eredi al risarcimento dei danni iure proprio è quello decennale. Trib. Roma Sez. II, 12/09/2013.

La prescrizione dell’azione di danno nei confronti del Ministero della Salute per omessa vigilanza sulla tracciabilità del sangue, decorre non dal giorno della eseguita trasfusione, nè da quello in cui si sono rilevati i primi sintomi della malattia, bensi dal giorno in cui il danneggiato abbia avuto consapevolezza della riconducibilità del suo stato morboso alla trasfusione subita. Trib. Salerno Sez. I, 28/09/2012. Trib. Salerno Sez. I, 28/09/2012.

Sussiste la responsabilità del Ministero della Salute in merito all’azione risarcitoria esperita dagli istanti in relazione al contagio dell’HCV conseguente alle trasfusioni di sangue, cui gli stessi si siano sottoposti, con diritto all’indennizzo previsto dalla legge n. 210 del 1992, ove accertato il nesso causale tra le trasfusioni e le malattie contratte. Nel caso de qua la responsabilità imputabile ad omissioni di vigilanza ed inerzie normative in materia di emotrasfusioni ha natura extracontrattuale per cui il relativo termine prescrizionale è quinquennale. Invece, la configurabilità del reato di lesioni personali gravissime, comporta che la prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da fatto illecito sia quella piu lunga stabilità per il reato. Trib. Milano Sez. X, 09/10/2012.

La responsabilità del Ministero della Salute per i danni da trasfusione di sangue infetto ha natura extracontrattuale, sicche il diritto al risarcimento è soggetto alla prescrizione quinquennale ex art. 2947, primo comma, cod. civ., non essendo ipotizzabili figure di reato (epidemia colposa o lesioni colpose plurime) tali da innalzare il termine ai sensi dell’art. 2947, terzo comma, cod. civ.; in caso di decesso del danneggiato a causa del contagio, la prescrizione rimane quinquennale per il danno subito da quel soggetto in vita, del quale il congiunto chieda il risarcimento “iure hereditatis”, trattandosi pur sempre di un danno da lesione colposa, reato a prescrizione quinquennale (alla data del fatto), mentre la prescrizione è decennale per il danno subito dai congiunti della vittima “iure proprio”, in quanto, per tale aspetto, il decesso del congiunto emotrasfuso integra omicidio colposo, reato a prescrizione decennale (alla data del fatto). (Cassa con rinvio, App. Roma, 28/06/2010). Cass. civ. Sez. III, 15/05/2012, n. 7553.

Il danno da trasfusione di sangue infetto, che integra il reato di lesioni personali colpose, anche gravissime, è soggetto alla medesima prescrizione civile per i danni quinquennale ed infatti, anche se il regime della prescrizione penale è cambiato (legge n. 251/2005), la prescrizione da considerare, ai fini civilistici di cui all’art. 2947, comma 3, è quella prevista alla data del fatto (poiche il principio di cui all’art. 2 c.p. attiene solo agli aspetti penali), determinandosi quindi un termine prescrizionale di cinque anni (art. 157, c.p. vecchia formulazione). Trib. Bari, 29/03/2012 in Danno e Resp., 2013, 3, 265 nota di BARBARISI

Nell’azione di responsabilità proposta dal paziente nei confronti del Ministero della Salute per il ristoro del pregiudizio subito in seguito a trasfusioni con sangue infetto, il dies a quo della prescrizione è rappresentato non già dal momento della trasfusione, bensi dall’epoca in cui il paziente ha avuto contezza o avrebbe dovuto avere contezza della malattia contratta, utilizzando l’ordinaria diligenza e tenuto conto delle diffusioni scientifiche. Trib. Milano Sez. X, 13/11/2012.

Soggiace al termine di prescrizione quinquennale l’azione risarcitoria inerente i danni subiti per effetto della contrazione del virus dell’HCV, verificatosi nel corso della degenza ospedaliera durante la quale l’attore sia stato sottoposto a trasfusione di una unità di sangue. In caso di contrazione del virus HCV, per effetto di illecito di natura extracontrattuale, il termine quinquennale non decorre ne dal momento in cui la malattia è sorta, ne da quello in cui si è manifestata all’esterno bensi dal momento in cui essa viene percepita o puo essere percepita quale danno ingiusto conseguente al comportamento del terzo, usando l’ordinaria diligenza e tenendo conto della diffusione delle conoscenza scientifiche. Trib. Campobasso, 09/01/2012

L’azione di risarcimento del danno, esperita da colui il quale asserisca di aver contratto una malattia per fatto doloso o colposo di un terzo, è soggetta al termine di prescrizione quinquennale decorrente non già dal giorno in cui il terzo determina la modificazione che abbia prodotto il danno ne da quando la malattia si sia manifestata all’esterno, bensi dal momento in cui venga percepita come fatto ingiusto conseguente al comportamento colposo o doloso del terzo. Ne consegue che, una volta eccepita la prescrizione dell’azione risarcitoria derivante dal fatto illecito, è onere dell’attore dimostrare il momento in cui abbia avuto consapevolezza del rapporto causale tra il contagio e le trasfusioni cui si sia sottoposto. Trib. Milano Sez. X, 03/06/2011.

La richiesta di indennizzo ai sensi della legge n. 210 del 1992 non è idonea ad interrompere il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno derivante da illecito extracontrattuale ex art. 2043 c.c. Trib. Salerno Sez. I, 15/06/2010.

Il termine di prescrizione del diritto al risarcimento del danno di chi assume di aver contratto per contagio una malattia per fatto doloso o colposo di un terzo decorre, a norma dell’art. 2935 c.c., e art. 2947 c.c., comma 1, non dal giorno in cui il terzo determina la modificazione che produce il danno altrui o dal momento in cui la malattia si manifesta all’esterno, ma dal momento in cui viene per- cepita o puo essere percepita, quale danno ingiusto conseguente al comportamento doloso o colposo di un terzo, usando l’ordinaria oggettiva diligenza e tenuto conto della diffusione delle conoscenze scientifiche. (Cass. civ., sez. un., 11/1/2008, n. 583, in Danno e resp., 2008, 4, 465).

Posto che, qualora i soggetti contagiati da infezioni da HBV, HCV e HIV, a seguito di trasfusioni o assunzioni di emoderivati, abbiano fatto valere la responsabilità dell’amministrazione sanitaria, addebitandole l’omessa sorveglianza sulla distribuzione del sangue e dei suoi derivati, non sono configurabili i reati di epidemia colposa o di lesioni colpose plurime, l’azione risarcitoria non è assoggettata alla prescrizione stabilita dalla legge penale per tali fattispecie criminose, mentre operano la prescrizione quinquennale, per le vittime di lesioni colpose, e la prescrizione decennale, in favore di chi abbia agito iure proprio per il risarcimento del danno derivante dall’omicidio colposo del proprio congiunto (nella specie, posto che ai fini civilistici va tenuto in considerazione il regime della prescrizione previsto alla data del fatto, la Corte ha dato rilievo alla disciplina della prescrizione penale antecedente all’entrata in vigore della legge 5 dicembre 2005, n. 251).(Cass. civ., sez. un., 11/1/2008, n. 581, in Foro it., 2008, 2, 1, 453).