Latina Today: Sangue infetto, trasfusioni dopo l’incidente: risarcimento per una donna

  • Latina Today: Sangue infetto, trasfusioni dopo l’incidente: risarcimento per una donna

    Latina, 12 febbraio 2020

    Sangue infetto, trasfusioni dopo l’incidente: risarcimento per una donna
    I fatti nel 1985 quando aveva 15 anni. Il Tribunale di Latina condanna il Ministero della Salute: 220mila euro circa di arretrati e un assegno di 800 euro al mese per tutta la vita“

    Sangue infetto, trasfusioni dopo l’incidente: risarcimento per una donna
    Trasfusioni di sangue infetto: dopo 35 anni arriva un primo risarcimento per una donna pontina contagiata da epatite C. Il Tribunale di Latina ha condannato il Ministero della Salute al pagamento dell’indennizzo previsto dalla legge in favore dei soggetti danneggiati da trasfusioni di sangue, circa 220mila euro circa di arretrati e un assegno di 800 euro al mese per tutta la vita.

    A ricostruire la storia della donna, oggi 50enne e che che nel 1985 all’età di 15 anni ha rischiato la vita in seguito ad un incidente in motorino, è l’avvocato Renato Mattarelli che ha assistito la paziente. Trasportata in emergenza al Goretti di Latina dopo il sinistro, la donna “aveva scampato il pericolo ma tra le cure le vennero anche somministrate alcune sacche di sangue infetto dal virus HCV responsabile dell’epatite C. Quando, a 27 anni, nel 1997 scoprì di essere stata contagiata, nel pieno della sua giovinezza e alla fine dei postumi dell’incidente, cadde in una profonda depressione. Pensava di essersi messa alle spalle i mesi della lunga convalescenza e gli anni di recupero delle funzioni vitali, danneggiate dall’incidente, e invece nella sua vita si apriva un nuovo e ancora più gravoso dramma personale: quello di convivere per tutta la vita con un virus letale, contagioso ed invalidante”.

    Anche la burocrazia va contro la sfortunata donna che nel 1998 chiede inutilmente al Ministero della Salute, per il tramite dell’Asl di Latina, l’indennizzo mensile previsto dalla legge n. 210/1992. “Per la Commissione Medica Ospedaliera incaricata di valutare la domanda della donna pontina – prosegue il legale – non ci sarebbe stato il nesso causale fra le trasfusioni del Goretti di Latina del 1985 e il contagio del virus dell’epatite C”.

     

    Ora è arrivata la sentenza del Tribunale di Latina che ha accolto il ricorso dell’avvocato Mattarelli a cui nel 2015 la donna si era rivolta. Il legale (che assiste la donna anche in un ulteriore processo a Roma per il risarcimento integrale dei danni: quello riconosciuto dal Tribunale di Latina è infatti solo un indennizzo per il danno al fegato) è in attesa dell’altra sentenza del Tribunale capitolino a cui è stato richiesto la condanna del Ministero della Salute per non aver vigilato sull’attività trasfusionale dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

     

    Comments are closed.