Latina Quotidiano, 28 dicembre 2018

  • Latina Quotidiano, 28 dicembre 2018

    Sangue infetto, gli eredi di 2 donne di Latina ricevono 3 milioni di risarcimento

    Due famiglie di Latina hanno ottenuto per Natale un risarcimento totale di 2 milioni 700mila euro per la morte di due donne a causa di sangue infetto.  Il ministero della Salute ha pagato i danni da trasfusioni in un caso anticipando i tempi e risparmiando così 450mila euro.

    Il risarcimento è andato alle famiglie di 2 donne morte entrambe a 74 anni perché infettate dal virus dell‘epatite C. Le 2 pazienti non si sono mai conosciute ma sono entrambe nate nel 1934, trasfuse nel 1981 (una in un ospedale pontino e l’altra in Molise) e morte nel 2008 per cirrosi epatica evoluta in tumore al fegato. Le stesso destino anche alla fine, con il pagamento del risarcimento nello stesso periodo.

    L’avvocato Renato Mattarelli che ha assistito i familiari di Latina ha detto che in un caso, sono stati necessari 9 anni di causa per ottenere, prima la sentenza del 2013 e poi finalmente a Natale 1 milione 250mila euro.

    Nell’altro caso, ci sono voluti “solo” 4 anni per giungere nel 2018 alla sentenza e al pagamento di 1 milione 450mila euro. In questa seconda situazione (per ottenere il pagamento immediato perché normalmente ci vogliono 4/5 anni dalla sentenza) gli eredi della donna deceduta nel 2008 hanno dovuto rinunciare a altri 450mila euro visto che il risarcimento stabilito in sentenza ammontava a circa 1 milione 900mila euro.

    Quest’ultimo caso è emblematico perché fra gli eredi della donna deceduta c’è l’anziano marito 90enne che ha scritto una toccante lettera all’avvocato Mattarelli chiedendogli di tentare di accelerare tempi di pagamento visto che probabilmente non sarebbe vissuto così a lungo.

    Facendo leva più del senso di umanità che su quello giuridico il professionaista ha quindi fatto immediata richiesta del legittimo pagamento di quanto previsto in sentenza anche rinunciando a 200mila euro. “La risposta del Ministero della Salute – ha detto il legale – può sintetizzarsi così: vi paghiamo subito 1 milione 450mila euro, ma dovete rinunciare a 450mila euro”. E la famiglia ha accettato.

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