La legge delle trasfusioni

  • La legge delle trasfusioni

    La legge delle trasfusioni

    Cosa prevede la norma che tutela i danneggiati.

    Gli altri casi di Pontinia, Formia e Maenza. Una vittima aveva tre mesi.

    Casi come quello della donna di Sezze sono migliaia. L’indennizzo ottenuto a seguito della richiesta inoltrata al Ministero della Salute e sancita dalla legge 210 del febbraio 1992 costituiscono una magra consolazione per una vita segnata. La 72enne è stata assistita dallo studio dell’avvocato Renato Mattarelli di Latina, specializzato in materia (sull’argomento ha pure un sito, www.dannidasangue.it).

    Il Giornale di Latina - La legge delle trasfusioni

    Il giornale di Latina edizione del 12 maggio 2016 pag.31

    Lo stesso avvocato, il 28 aprile riuscì ad ottenere dal Tribunale di Roma, il riconoscimento dell’indennizzo (sentenza n. 2541 del 28 aprile 2016) per un 33enne di Pontinia, rimasto infettato da una trasfusione all’età di tre mesi. Un riconoscimento che, calcolatrice alla mano, oltre all’assegno mensile, gli è valso un riconoscimento di circa 500mila euro di arretrati e circa 500mila euro con assegni mensili nel corso della sua intera vita (leggi qui la notizia).

    Il 22 marzo del 2016 invece, una donna di Formia, che aveva contratto l’epatite C a seguito di una trasfusione effettuata presso il locale ospedale Dono Svizzero nel 1970, dopo 46 anni, ha potuto assistere, all’età di 88 anni, al pronunciamento in primo grado del Tribunale di Roma, con sentenza favorevole al risarcimento dei danni subiti. Ciò impugnando in appello la sentenza di prescrizione del Tribunale di Roma secondo cui la causa doveva essere promossa entro 5 anni dalle trasfusioni del 1970 e del 1978. La donna, aveva ottenuto già l’indennizzo nel 2009 (leggi qui la notizia).

    Ancora più particolare il caso di un uomo di Maenza, morto a 32 anni per cirrosi epatica contratta a seguito di una trasfusione. A 28 anni dal suo decesso, i due figli sono riusciti a vedersi riconosciuti un maxi risarcimento. La Corte d’Appello dovrà in pratica decidere l’importo che verrà risarcito alla famiglia, ma l’esito della causa sembra segnato con una vittoria (guarda il video della notizia).

     

    Il giornale di Latina 12 maggio 2016

     

    Leggi anche la notizia: “Sangue infetto, è maxi risarcimento”

     

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