Il Messaggero: Epatite fatale gli eredi risarciti. dopo 33 anni. Trasfusione al “Goretti”, ai familiari della vittima 2 milioni e 400.000 euro.

  • Il Messaggero: Epatite fatale gli eredi risarciti. dopo 33 anni. Trasfusione al “Goretti”, ai familiari della vittima 2 milioni e 400.000 euro.

    Latina, 10 luglio 2019

    CONDANNATO IL MINISTERO DELLA SALUTE L’UTILIZZO DEL SANGUE RISALE ADDIRITTURA AL ‘73

    È morto nel 1986 per trasfusioni infette di 13 anni prima, ora il Tribunale di Roma ha riconosciuto agli eredi un risarcimento di 2 milioni e 400.000 euro. La sentenza è del 4 luglio e «ha definitivamente accertato che il decesso di un uomo di Latina avvenuto nel 1986 è la conseguenza immediata e diretta di numerose sacche di sangue infetto somministrate nel 1973 presso l’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina» – dice l’avvo

    cato Renato Mattarelli che ha seguito gli eredi riuscendo a dimostrare il nesso causale fra le trasfusioni di sangue infette dell’epatite B con il decesso dell’uomo. Passato anche per una struttura privata che aveva smarrito le cartelle, poi ritrovate, e che è stato ucciso da una cirrosi senza praticamente conoscerne il motivo. In sua memoria si sono battuti gli eredi, con una causa che ha presentato grandi difficoltà, tanto che nella sentenza del giudice Lilia Papoff è scritto che l’azione giudiziaria è stata di «particolare complessità tecnica…e dell’esito incerto». Fra i problemi affrontati anche quello della prescrizione del diritto al risarcimento, visto che quando è stata iniziata la causa (nel 2014) erano trascorsi quasi 30 anni dalla morte dell’uomo. L’avvocato Mattarelli, comunque, è riuscito a dimostrare che l’assenza di alcune cartelle cliniche e quella di conoscenze scientifiche sulle epatite B (ricomprese nel periodo tra le trasfusioni del 1973 e la morte del 1986) non potevano né dovevano ostacolare la con- danna del Ministero della Salute per la mancata vigilanza sulle trasfusioni di sangue del “Santa Maria Goretti”. Si tratta dell’ennesima sentenza di condanna nei confronti del Ministero della salute per trasfusioni non controllate, come avveniva fino agli anni ‘90

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