Castelli Notizie: Frascati, morì a 34 anni al pronto soccorso nel 2013. La famiglia chiede i danni all’Asl

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    Frascati, 10 maggio 2019.

    Morì il 29 marzo del 13 a poco più di 34 anni al Pronto Soccorso dell’ospedale di Frascati dove era arrivato con il 118 per un improvviso stato di agitazione ed alterazione psico-fisica che, i familiari del 34enne, ritengono dovuto agli effetti indesiderati di una terapia farmacologica sperimentale per la cura dell’epatite C.

    Il giovane russo, da anni in Italia, era infatti in cura presso l’ospedale di Genzano che lo aveva avviato a una massiccia terapia con interferone e ribavirina.

    Nonostante sin dai primi giorni, il paziente avesse reagito con intolleranze, i sanitari non sospendevano la terapia da cui è poi seguita la crisi che ha portato il 34enne al pronto soccorso di Frascati.

    Secondo la moglie, il personale del 118 aveva informato i medici del dell’ospedale di Frascati che il paziente assumeva questi potenti farmaci.

    Ciononostante, per sedarlo, i sanitari del pronto soccorso procedevano alla somministrazione di potenti calmanti in vena a cui seguiva la morte del giovane russo.

    Secondo l’avvocato Renato Mattarelli, che assiste la famiglia, è molto probabile che sia stato proprio il cocktail di farmaci assunti (per la cura sperimentale) e quelli somministrati al pronto soccorso (per sedare 34enne) a provocargli la morte.

    Sarebbe stato, infatti, sufficiente leggere le controindicazioni del farmaci – dicono – assunti precedentemente all’ingresso al pronto soccorso dall’uomo, per far desistere i sanitari dal somministrargli quella dose massiccia di sedativi che (secondo la famiglia) lo hanno ucciso.

     

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