Trasfusioni infette all’ospedale Goretti, verso i risarcimenti

  • Trasfusioni infette all’ospedale Goretti, verso i risarcimenti

    Trasfusioni infette all’ospedale Goretti, verso i risarcimenti

    Trasfusioni infette in ospedale: sono 5 le persone residenti fra Latina, Sezze e Terracina che accederanno alla speciale transazione con il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali per le cause aventi ad oggetto il risarcimento dei danni da trasfusioni di sangue infetto somministrato presso l’Ospedale Santa Maria Goretti fra gli anno ‘70 e ‘90.

    E’ stato infatti pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 221 del 23 settembre 2009, il Decreto del Ministero del lavoro, della salute e delle politiche sociali n. 132 del 28 aprile 2009, contenente il Regolamento di attuazione delle norme della Finanziaria 2008, che avevano stabilito la composizione transattiva del contenzioso relativo al sangue infetto, pendente al 31 dicembre 2007.

    “Questa prima trance di danneggiati – spiega l’avvocato Renato Mattarelli – fra cui eredi di persone decedute aver ricevuto sacche di sangue infetto a epatite B e C dell’Ospedale Santa Maria Goretti di Latina, potrà accedere, previa rinuncia alle cause in corso a consistenti importi classificati in 3 categorie: € 619.748,28 per gli aventi causa di danneggiati deceduti; € 464.811,21 per i danneggiati viventi per i quali vi sia almeno una sentenza favorevole ed € 413.165,52 per i danneggiati viventi per i quali non vi è ancora alcuna sentenza favorevole. Questa prima tranche di persone danneggiate negli ospedali pontini fanno parte di un più ampio gruppo di circa 100 persone (di cui una quarantina residenti nella provincia Pontina e una decina residenti all’estero) rappresentati dal nostro studio legale di Latina.

    Del danno da contagio dei virus come l’epatite B, l’epatite C, l’epatite D e l’HIV si è parlato molto negli anni del dicastero del ministro Di Lorenzo e del noto Duilio Poggiolini che permisero l’importazione in Italia di tonnellate di plasma infetto da paesi esteri (terzo mondo) dove notoriamente non vi erano controlli sui donatori.
    Anche nel territorio pontino sono centinaia gli infettati da sangue infetto. Molti si rivolgono al nostro studio per aver saputo incidentalmente (per puro caso!) che è possibile ottenerere dallo Stato un primo indennizzo consistente in una sorta di pensione (previsto dall’apposita legge 210/1992) nonché un risarcimento integrale dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Proprio per questo, lo Stato al fine di evitare dai Tribunali condanne milionarie, sta attuando una politica di accordo con i danneggiati dal sangue infetto. Per questo è degno di nota ed informativo per i cittadini pontini danneggiati da trasfusioni (almeno per chi né è consapevole vista la lungolatenza delle patologie epatiche ed HIV con lunghissimi periodi asintomatici e di incubazione) che possono e devono essere risarciti”.

     

    latina24ore.it

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