Sangue infetto, risarcimento per una donna di 42 anni di Latina

  • Sangue infetto, risarcimento per una donna di 42 anni di Latina

    Sangue infetto, risarcimento per una donna di 42 anni di Latina

    La sentenza del tribunale di Roma che condanna il Ministero della Salute a risarcirle 360mila euro: a 36 anni ha scoperto di essere infetta del virus dell’epatite C a causa di trasfusioni di sangue infetto quando aveva solo 9 anni.

    Maxi risarcimento per una donna di 42 anni di Latina che ha visto la sua vita distrutta a causa di trasfusioni di sangue infetto quando era ancora una bambina.

    E’ stata appena pubblicata la sentenza del tribunale di Roma che condanna il Ministero della Salute a risarcire 360mila euro alla donna che fra il 1982 e il 1983, quando aveva solo 9 anni, venne ripetutamente sottoposta a trasfusioni di sangue infetto presso l’Ospedale “Istituti Riuniti Rizzoli” di Bologna.

    Nel 2009, quando aveva 36 anni, infine la scoperta di essere infetta del virus dell’epatite C. Un notizia che ha le ha distrutto la vita facendola cadere in depressione con sbalzi di umore riversati poi in una grave patologia psichica bipolare.

    Dopo tanti interrogativi e tante domande, la donna che si era rivolta all’avvocato Renato Mattarelli, è riuscita a chiarire come aveva potuto contrarre la malattia. Dopo aver fatto domanda e ottenuto un primo indennizzo di circa 800 euro al mese, previsto dalla legge n. 210/1992, a favore dei soggetti danneggiati da trasfusioni e vaccinazioni, ora si aggiungono così i 360mila euro riconosciuti dal tribunale dopo un non facile processo in cui è stato nuovamente riconosciuto il nesso causale fra trasfusioni e contagio epatico e la conseguente patologia epatica.

    “L’avvocato Mattarelli – si legge in una nota – sta già verificando se la questione della sfortunata 42enne di Latina può rientrare in una causa collettiva – in cui rientrerebbero alcuni centinai di soggetti, fra cui decine di cittadini di Latina e provincia e danneggiati da trasfusioni di sangue – contro lo Stato Italiano davanti la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per ottenere un ulteriore risarcimento – oltre a quello avuto a titolo di indennizzo legge n. 210/1992 e di danno alla salute – per omessa informazione dei rischi infettivi ai trasfusi nel periodo a rischio anni ’60-’90; per ritardo nella erogazione degli indennizzi legge n. 210/1992 e nel pagamento delle sentenze di condanna del Ministero della Salute; per lite temeraria dello Stato che a spese degli altri cittadini si difende in cause evidentemente fondate; per abuso del diritto all’eccezione di decadenza e prescrizione del diritto all’indennizzo legge n. 210/1992 e al risarcimento dei danni”.

    Fonte: latinatoday.it

     

    Malasanità, maxi risarcimento di 360mila euro a una 42enne di Latina – H24notizie

    E’ stata appena pubblicata la Sentenza n. 17977 dell’11.09.15 del Tribunale di Roma, Giudice Nicola Archidiacono che condanna il Ministero della Salute a risarcire 360.000 euro a una giovane donna di Latina di 42 anni.

    Fra il 1982 e il 1983, quando aveva solo 9 anni, la donna venne ripetutamente sottoposta a trasfusioni di sangue infetto presso l’Ospedale “Istituti Riuniti Rizzoli” di Bologna. La donna che solo nel 2009, quando aveva 36, aveva scoperto di essere infetta del virus dell’epatite C è caduta in depressione visto che tutti i suoi progetti di vita e sposarsi sono venuti meno. La sua vita è cambiata totalmente con sbalzi di umore riversati in una grave patologia psichica bipolare. I rapporti con gli altri è completamente cambiato: la relazione con quello che doveva diventare suo marito è finita e anche quella con il successivo compagno.

    Soprattutto la giovane donna si è chiesta come era possibile che aveva contratto un virus notoriamente attribuito a tossicodipendenti, prostitute, omosessuali visto che aveva sempre condotto una vita esente da rischi di contagio ed era stata sempre monitorata dai medici visto che è affetta da altre patologie invalidanti, necessitanti di continue analisi e controlli sanitari. Non poteva ricordare che molti anni prima, a soli 9 anni, era stata trasfusa né poteva immaginare che proprio chi la doveva curare poteva non aver controllato il sangue che le era stato somministrato.

    Per questo quando ha adito le vie legali la donna sembrava non credere alla tesi che i medici anziché curarla l’avevano infettata. Ma così è stato accertato quando il legale ha fatto domanda e ottenuto un primo indennizzo, previsto dalla legge n. 210/1992, a favore dei soggetti danneggiati da trasfusioni e vaccinazioni. A questo indennizzo di circa 800 euro al mese per tutta la vita ora si aggiungono i 360mila euro riconosciuti dal Tribunale dopo un non facile processo in cui è stato nuovamente riconosciuto il nesso causale fra trasfusioni e contagio epatico e la conseguente patologia epatica.

    Il legale della donna sta già verificando se la questione della sfortunata 42enne di Latina può rientrare in una causa collettiva – in cui rientrerebbero alcuni centinai di soggetti, fra cui decine di cittadini di Latina e provincia e danneggiati da trasfusioni di sangue – contro lo Stato Italiano davanti la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per ottenere un ulteriore risarcimento – oltre a quello avuto a titolo di indennizzo legge n. 210/1992 e di danno alla salute – per omessa informazione dei rischi infettivi ai trasfusi nel periodo a rischio anni ’60-’90; per ritardo nella erogazione degli indennizzi legge n. 210/1992 e nel pagamento delle sentenze di condanna del Ministero della Salute; per lite temeraria dello Stato che a spese degli altri cittadini si difende in cause evidentemente fondate; per abuso del diritto all’eccezione di decadenza e prescrizione del diritto all’indennizzo legge n. 210/1992 e al risarcimento dei danni.

    Fonte: h24notizie.com

     

    Maxi risarcimento per una 42enne di Latina – Malasanita e Risarcimento

    E’ stata appena resa pubblica la sentenza n. 17977 dell’11/09/2015 del Tribunale di Roma, con la quale il Giudice condanna il Ministero della Salute a risarcire 360.000 euro ad una giovane di Latina.

    Il caso di malasanità di cui è stata vittima è occorso tra il 1982 ed il 1983 quando, a soli nove anni, viene ripetutamente sottoposta a trasfusioni di sangue infetto presso l’Ospedale “Istituti Riuniti Rizzoli” di Bologna.

    La donna, che ha scoperto solo nel 2009 di essere affetta da epatite C, è caduta preda della depressione aggravata da una patologia psichica bipolare. Quando ha deciso di rivolgersi ad un legale, ha scoperto che l’infezione era stata contratta in sede ospedaliera e che avrebbe potuto ottenere un indennizzo statale previsto dalla legge n. 210/1992 (pari a 800€ al mese, a vita), a cui si è poi aggiunta la cifra dei 360mila euro riconosciuti oggi in Tribunale.

    Il legale della donna sta già verificando se la questione della sfortunata 42enne di Latina può rientrare in una causa collettiva – in cui rientrerebbero alcuni centinai di soggetti, fra cui decine di cittadini di Latina e provincia e danneggiati da trasfusioni di sangue – contro lo Stato Italiano davanti la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per ottenere un ulteriore risarcimento.

    Fonte: malasanitaerisarcimento.it (Vivi Enna)

     

    Donna di Latina risarcita con 360.000 euro per infezione da epatite quando aveva 9 anni – Latina24ore.it

    E’ stata pubblicata la Sentenza n. 17977 dell’11.09.15 del Tribunale di Roma, giudice Nicola Archidiacono, che condanna il Ministero della Salute a risarcire 360.000 euro a una donna di Latina di 42 anni. Tra il 1982 e il 1983, quando aveva solo 9 anni, la donna venne ripetutamente sottoposta a trasfusioni di sangue infetto presso l’Ospedale “Istituti Riuniti Rizzoli” di Bologna.

    La donna che solo nel 2009, quando aveva 36, aveva scoperto di essere infetta del virus dell’epatite C è caduta in depressione visto che tutti i suoi progetti di vita e sposarsi sono venuti meno.

    La sua vita è cambiata totalmente con sbalzi di umore riversati in una grave patologia psichica bipolare. I rapporti con gli altri è completamente cambiato: la relazione con quello che doveva diventare suo marito è finita e anche quella con il successivo compagno.

    Soprattutto la giovane donna si è chiesta come era possibile che aveva contratto un virus notoriamente attribuito a tossicodipendenti, prostitute, omosessuali visto che aveva sempre condotto una vita esente da rischi di contagio ed era stata sempre monitorata dai medici visto che è affetta da altre patologie invalidanti, necessitanti di continue analisi e controlli sanitari.

    Non poteva ricordare che molti anni prima, a soli 9 anni, era stata trasfusa né poteva immaginare che proprio chi la doveva curare poteva non aver controllato il sangue che le era stato somministrato.

    Per questo quando si è rivolta all’avvocato Renato Mattarelli la donna sembrava non credere alla tesi che i medici anziché curarla l’avevano infettata. Ma così è stato accertato quando il legale ha fatto domanda e ottenuto un primo indennizzo, previsto dalla legge n. 210/1992, a favore dei soggetti danneggiati da trasfusioni e vaccinazioni. A questo indennizzo di circa 800 euro al mese per tutta la vita ora si aggiungono i 360mila euro riconosciuti dal Tribunale dopo un non facile processo in cui è stato nuovamente riconosciuto il nesso causale fra trasfusioni e contagio epatico e la conseguente patologia epatica.

    L’avvocato Mattarelli sta già verificando se la questione della sfortunata 42enne di Latina può rientrare in una causa collettiva – in cui rientrerebbero alcuni centinai di soggetti, fra cui decine di cittadini di Latina e provincia e danneggiati da trasfusioni di sangue – contro lo Stato Italiano davanti la Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per ottenere un ulteriore risarcimento – oltre a quello avuto a titolo di indennizzo legge n. 210/1992 e di danno alla salute – per omessa informazione dei rischi infettivi ai trasfusi nel periodo a rischio anni ’60-’90; per ritardo nella erogazione degli indennizzi legge n. 210/1992 e nel pagamento delle sentenze di condanna del Ministero della Salute; per lite temeraria dello Stato che a spese degli altri cittadini si difende in cause evidentemente fondate; per abuso del diritto all’eccezione di decadenza e prescrizione del diritto all’indennizzo legge n. 210/1992 e al risarcimento dei danni.

    Fonte: latina24ore.it

     

     

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