Sangue infetto le riconoscono 400mila euro di indennizzo.

  • Sangue infetto le riconoscono 400mila euro di indennizzo.

    Sangue infetto le riconoscono 400mila euro di indennizzo.

    Ardea – La sua vita stata sconvolta dall’epatite C ma adesso almeno ha vinto la sua battaglia legale. E’ la storia di una donna di Ardea, oggi 50 anni, che si è vista riconoscere dal Tribunale di Velletri un indennizzo di 750 euro al mese che fra arretrati e ratei futuri ammonterà a circa 400.000 euro.

    La signora negli anni ‘80 era stata sottoposta a diverse trasfusioni di sangue accertato poi come infetto. Nel 2001 aveva presentato domanda per ottenere l’indennizzo previsto dalla legge 210 del ‘92 in favore dei danneggiati da emotrasfusioni e vaccinazioni.
    Nulla da fare, perché il ministero della salute – oggi condannato – aveva riconosciuto alla donna sia il grave danno che il nesso di causalità fra le trasfusioni e l’epatite contratta ma aveva affermato che la domanda era tardiva.
    La donna infatti scoperta la malattia nel ‘97 aver fatto domanda “solo” nel 2001. Secondo il Ministero era trascorso, quindi, il termine di tre anni.

    Nel 2011 la donna si è all’avvocato di Latina Renato Mattarelli, specializzato propri in danni da sangue, il quale è riuscito a dimostrare che il <<termine per la presentazione della domanda non è di 3 anni ma di 10 anni, almeno per le trasfusioni di sangue infetto somministrate prima del luglio ‘97: entrata in vigore della legge che ha introdotto il termine di 3 anni>>. La sentenza, inoltre, <<apre la strada a una causa per il risarcimento del danno integrale contro lo Stato, non c’è solo l’epatite infatti ma tutto ciò che la signora subito fra spese cura, perdita del lavoro, malattie derivanti dall’epatite C>>.

    La signora è in cura presso il dipartimento di salute mentale <<poiché non riesce ad accettare il suo stato di persone infettata – conclude Mattarelli – si è separata dal marito e non ha più una vita sentimentale poiché ha paura di trasmettere il virus, questa vittoria giudiziaria le permetterà di avere almeno un ristoro economico>>.

    Il Messaggero

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