Sangue infetto, battaglia indennizzi

  • Sangue infetto, battaglia indennizzi

    Sangue infetto, battaglia indennizzi

    L’azione giudiziaria è stata sollevata contro il ministero della Salute e alcune strutture. Sono oltre 200 i malati danneggiati dalle trasfusioni praticate nelle strutture ospedaliere della provincia.

    La Corte Costituzionale boccia il Governo e concede l’aumento del vitalizio ai pazienti. L’azione giudiziaria è stata sollevata contro il ministero della Salute e alcune strutture.

    NESSUN risparmio sul vitalizio per le vittime di sangue infetto. La Corte Costituzionale boccia il Governo pronunciandosi a favore dell’aumento dell’assegno per i pontini danneggiati da trasfusioni. Sono 200 i pazienti nella provincia di Latina assistiti legalmente d al l’avvocato Renato Mattarelli. Con una sentenza del 7 e dell’8 novembre la Corte Costituzionale si è espressa a favore delle persone infettate da sangue. Un passo in avanti che ha superato il primo decreto legge, risalente a maggio dello scorso anno, con il quale si stabiliva arbitrariamente una perdita di  ricompensa da 100 a 200 euro mensili a persona, a secondo della categoria danneggiata.

    La questione era stata sollevata da sei Tribunali, ma non da quello del capoluogo che, invece, era rimasto in qualche modo in «disparte». «Si sarebbe potuto rendere promotore e protagonista di questo atto di civiltà giuridica e sociale – ha argomentato Mattarelli – poiché qualche mese fa, in due diverse situazioni, era stato investito da questa difesa». L’integrazione mensile dell’assegno è di considerevole entità economica: prima il ricompenso veniva valutato in base ad una forbice tra i 570 e i 780 euro, adesso invece si è passati da 700 a 1000 euro. Sono oltre 200 gli assistiti che potranno, quindi, venire agevolati e usufruire di questa integrazione dell’indennizzo. Negli ultimi tre mesi sono almeno una ventina i malati che si sono rivolti allo studio accodandosi alle legittime richieste di altri pazienti sollevando la questione sulla domanda di indennizzo previsto dalla legge 210 del 1992 e per la successiva azione giudiziaria che è stata promossa contro il ministero della Salute e diverse strutture ospedaliere della provincia, responsabili di aver praticato delle trasfusioni di sangue infetto.

     

    Latina Oggi

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