Risarcimento da sangue infetto

L'assegno "una tantum" ai danneggiati da vaccinazioni anche ai soggetti emotrasfusi

L’assegno “una tantum” ai danneggiati da vaccinazioni anche ai soggetti emotrasfusi

Le SS.UU. hanno negato l’indennizzo aggiuntivo previsto per i soli soggetti danneggiati da vaccinazioni dall’art. 2, comma 2, legge n. 210/1992 e relativo al periodo antecedente l’entrata in vigore di detta legge (1992) poiché “…non è applicabile ai soggetti danneggiati da epatite post-trasfusionale o da infezione HIV, in quanto il menzionato art. 2 limita espressamente tale beneficio ai soggetti di cui all’art. 1, comma 1, della legge stessa, e cioè a quanti abbiano subito una menomazione permanente alla salute a seguito di vaccinazione obbligatoria, senza che per questo sia configurabile un’illegittimità costituzionale, come già ritenuto anche dalla Corte costituzionale con le sentenze n. 226 e n. 423 del 2000 e con l’ordinanza n. 522 del 2000…” (Cass. civ., Sez. Unite, 11/01/2008, n. 578).

La Corte ha quindi confermato il suo precedente orientamento (Cass. civ. Sez. lavoro, 11/08/2004, n. 15614 e Cass. civ. Sez. lavoro, 17/06/2004, n. 11355), più volta ribadito dalle sezioni semplici dopo il gennaio 2008 (Cass. civ. Sez. lavoro, 07/04/2008, n. 8976 e Cass. civ. Sez. lavoro, 24/06/2008, n. 17158), negando ai soggetti non vaccinati una seconda provvidenza economica, costituita da un assegno una tantum in misura pari, per ciascun anno, al 30% dell’indennizzo liquidato al danneggiato per il periodo ricompreso tra il manifestarsi dell’evento dannoso e l’ottenimento dell’indennizzo (in molti casi di decine di anni). Avv. Rosita Mezzini