Alternative alle Emotrasfusioni – Dizionario delle principali tecniche alternative alle emotrasfusioni

ALTERNATIVE ALLE EMOTRASFUSIONI
DIZIONARIO DELLE PRINCIPALI TECNICHE ALTERNATIVE ALLE EMOTRASFUSIONI NEL MONDO

Acido aminocaproico (Amicar): Composto sintetico capace di rallentare o arrestare la decomposizione dei coaguli del sangue. Durante la formazione di un coagulo, mentre agiscono i fattori coagulanti, si producono simultaneamente sostanze chimiche che hanno l’effetto equilibratore di decomporre il coagulo, assicurando che non diventi troppo grasso. Tuttavia, se il meccanismo di coagulazione è danneggiato, come nel caso do emofilia o di basso livello di piastrine, questa azione di dissolvimento può dover essere rallentata o arrestata affinché la formazione di coaguli sia sufficiente a prevenire l’emorragia.

Acido folico: Fattore vitaminico del complesso B e componente necessario per la produzione dei globuli rossi. Può essere consigliato quasi universalmente in qualsiasi caso di anemia.

Acido tranexamico: Preparato che rallenta o arresta il dissolvimento dei coaguli. Durante la formazione di coaguli, mentre sono all’opera fattori coagulanti, vengono simultaneamente liberate sostanza chimiche che hanno l’effetto equilibratore di dissolvere il coagulo, assicurando che non diventi troppo grosso. Tuttavia, se il meccanismo di coagulazione è danneggiato, come nell’emofilia o con assi livelli di piastrine, questa attività di dissolvimento può dover essere rallentata o arrestata affinché vi sia una sufficiente formazione di coaguli per impedire l’emorragia.

Agenti emostatici: preparati che favoriscono la coagulazione.

Anestesia ipotensiva: Metodica che consiste nell’abbassare la pressione del sangue del paziente durante un intervento chirurgico per ridurre la perdita di sangue. Ha la massima efficacia negli interventi ortopedici, ma può essere impiegata in quasi tutti gli interventi chirurgici.


Aprotinina: Preparato usato durante gli interventi cardiovascolari per ridurre il sanguinamento. Attualmente non è disponibile negli Stati Uniti, ma è largamente usato in Europa.

Argonterapia: Terapia che si avvale di un raggio argon sotto forma gassosa ionizzata per cauterizzare i vasi sanguigni ed è in grado di cauterizzare grossi vasi. Si ricorre sempre più a questa terapia che è usata più sovente in interventi su organi che sanguinano facilmente, come il fegato e la milza.

Bisturi emostatico di Shaw: Strumento che cauterizza mentre taglia, impiegando una lama di metallo riscaldata elettricamente.

Chirurgia d’urgenza: intervento tempestivo per arrestare l’emorragia mediante ricostruzione chirurgica prima che i livelli ematici si riducano eccessivamente. L’indice di mortalità quando l’intervento è rimandato di oltre 24 ore è quasi del 75%, mentre se l’intervento viene effettuato entro le 24 ore, la mortalità scende al 20%.

Colloidi: Sostanze intravenose composte di acqua mescolata con piccolissime particelle di proteine o altre sostanze. Queste particelle non si sciolgono nell’acqua. I colloidi sono simili per composizione al latte e sono usati per mantenere i livelli di proteine del sangue che stabilizzano l’equilibrio dei liquidi e il volume in circolazione. Alcuni colloidi sono il destrano, la gelatina e l’amido idrossietilico.

Cristalloidi: Sostanze intravenose costituite da soluzioni fisiologiche e soluzioni glucosate. Queste soluzioni vengono usate per aiutare a mantenere il volume del sangue in circolazione nel corpo. Alcune di queste sostanze sono il lattato di Ringer, la normale soluzione fisiologica e la soluzione ipertonica.

Desmopressina: Preparato che accresce notevolmente la capacità di coagulazione in quasi tutti i pazienti. La desmopressina agisce in due modi. Primo, fa sì che i fattori coagulanti presenti nelle cellule siano liberati nel torrente sanguigno, producendo alti livelli per brevi periodi di tempo. Secondo, ha proprietà vasocostrittrici e quindi riduce il flusso sanguigno. La desmopressina è molto utile per arrestare rapidamente un’emorragia e, dato che il suo effetto è di breve durata (30-60 minuti), può essere somministrata senza temere una eccessiva coagulazione.

Destrano: sostanza colloidale. E’ composto principalmente di acqua distillata e di una molecola di zucchero di elevato peso molecolare ed è usato come espansore plasmatico.

Elettrobisturi a microonde: Strumento che con l’impiego di onde magnetiche svolge una funzione simile all’eletrocoagulazione ma in grado di cauterizzare in una volta un’area di tessuto più grande. Questo strumento ha disponibilità limitata ed è utile principalmente negli interventi su organi altamente vascolarizzati come il fegato e la milza.


Elettrocauterizzazione: Tecnica usata durante un intervento chirurgico per controllare il sanguinamento mediante uno strumento simile ad un bisturi che con l’impiego di corrente elettrica cauterizza o “brucia” i tessuti mentre taglia. Questo serve a sigillare vasi capillari e arteriole. Strumenti del genere si trovano quasi in ogni sala operatoria degli Stati Uniti e vengono usati normalmente. Il costo non è elevato.

Embolizzazione arteriosa: Procedimento che impiega un agente meccanico o chimico per chiudere le arterie che sanguinano profusamente. Uno speciale catetere viene inserito nell’arteria lacerata a monte dell’emorragia e quindi viene iniettata una sostanza che chiude l’arteria. Questo procedimento è molto utile quando c’è una forte emorragia nella zona addominale e pelvica. Questa tecnica è usata spesso, ma forse non tutti gli ospedali ne conoscono bene l’uso.

Emodiluizione: L’emodiluizione consiste nel far defluire parte del sangue del paziente e poi aggiungere un espansore del volume plasmatico per diluire il sangue che resta nel sistema circolatorio. Diluendo il sangue del paziente si riduce la quantità di globuli rossi che si perdono durante un intervento chirurgico. Dopo l’intervento il sangue raccolto nell’apparecchio per la circolazione extracorporea viene reimmesso nel corpo.

Emostasi meticolosa: Tecnica che consiste nel chiudere ogni vaso sanguigno che si incontra nel campo operatorio e nel fare molta attenzione per evitare incidenti. E’ principalmente questione di abilità e attenzione e non richiede importanti strumenti chirurgici. Si può applicare in quasi tutti gli interventi.

Endoscopio: Strumento simile ad una sonda che permette di esaminare l’interno del tubo digerente senza intervento chirurgico. Alcuni endoscopi permettono di eseguire piccoli interventi chirurgici. La sua maggiore utilità riguarda l’individuazione e il controllo di emorragie interne nello stomaco e negli intestini.

Eritropoietina: Ormone sintetico che riproduce un ormone naturale. Questo preparato stimola direttamente il midollo osseo a produrre più globuli rossi. L’ormone può contenere albumina (un componente minore del sangue).

Esami multipli per campione: Tecnica di conservazione del sangue che si serve di un campione di sangue per diversi esami. Normalmente si fa questo sincronizzando gli esami multipli necessari in modo da poterli fare contemporaneamente o usando una macchina in grado di effettuare diverse analisi simultaneamente.


Estrogeni /progesterone: Ormoni sintetici usati per curare casi di emorragia acuta come quelli dell’esofago. Gli estrogeni e il progesterone sono ormoni femminili naturali.

Fattore di stimolazione dei granulociti (Granulocyte-Colony Stimulating Factor—G-CSF): Ormone sintetico che riproduce un ormone naturale. Questo preparato stimola direttamente il midollo osseo a produrre più globuli bianchi. Può essere utile per accelerare la guarigione nelle cure contro il cancro che sopprimono il sistema immunitario e il midollo osseo.

Fattore di stimolazione dei macrofagi (Granulocyte Macrophage-Colny Stimulating Factor – GM-CSF): ormone sintetico quasi identico al G-CSF, destinato però a stimolare il midollo osseoa produrre un tipo specifico di globuli bianchi chiamato macrofago.

Ferro destrano: preparato che può essere somministrato per iniezione. Il ferro è un elemento necessario per i globuli rossi. In condizioni normali il corpo mantiene una buona riserva di ferro. Tuttavia in casi di problemi del tubo digerente (per es. ulcere, malattia di Crohn, ecc.), questo non può assorbire abbastanza ferro (addirittura lo perde!) e, in questo caso, può essere necessario somministrarlo per iniezione. Se somministrati insieme ferro-destrano ed eritropoietina, possono aumentare il loro effetto. Le due forme più comuni di ferro-destrano sono l’Imferon e l’Infed.

Fluosol DA: Emulsione fluorocarbonica capace di trasportare ossigeno in casi di emergenza estremamente critici. Il Fluosol DA-20 è l’unica emulsione perfluorocarbonica ammessa. L’effetto si vede solo nei casi di anemia estrema e non sempre il prodotto è disponibile.

Gelatina: Sostanza colloidale intravenosa. E’ composta di proteine in soluzione acquosa ed è usata come sostituto del plasma.

Hetastarch: Amido idrossietilico preparato dall’amilopectina. Usato come espansore del volume plasmatico.

Immunosoppressori: Preparati che possono essere somministrati al paziente il cui sistema immunitario, agendo in modo anormale, comincia a distruggere cellule normali come i globuli rossi o le piastrine. Ne sono un esempio le ciclosporine e il prendisone.

Interleuchina-3: Sostanza che viene utilizzata come stimolante del midollo osseo per produrre piastrine.

Ipotermia indotta: tecnica di abbassamento della temperatura corporea per ridurre l’attività metabolica, il battito cardiaco e il consumo di ossigeno. L’obiettivo è di ridurre il carico sul numero ridotto di globuli rossi.

Laccio emostatico: Tecnica che consiste nell’applicare un laccio a monte della ferita in modo da comprimere i vasi sanguigni, arrestando di conseguenza il flusso del sangue. Questa tecnica è usata per brevi periodi di tempo, perché l’uso prolungato può danneggiare le estremità.

Laparoscopio: Strumento simile all’endoscopio usato per l’esplorazione degli organi contenuti nella cavità addominale. Viene praticata una piccola incisione della parete addominale e normalmente il laparoscopio viene inserito mentre il paziente è sotto blanda anestesia. Questo strumento permette di esaminare organi interni quali fegato, milza e pancreas. Con questo strumento si possono eseguire piccoli interventi chirurgici, come l’asportazione della colecisti.

Laserterapia: Metodica basata sull’impiego del laser. Il bisturi al laser funziona più o meno come l’elettrocauterio ma si serve della luce anziché dell’elettricità. E’ usata principalmente per interventi particolari come quelli sull’occhio.


Lattato di Ringer: Una delle soluzioni appartenenti ai cristalloidi somministrata per via endovenosa principalmente per espandere il volume plasamtico durante le emorragie acute.


Messa in posizione chirurgica: tecnica con cui le zone in cui si interviene vengono tenute più alte del resto del corpo. Questo aiuta a ridurre la pressione venosa nella zona interessata e quindi riduce la perdita di sangue durante l’intervento.

Microcampionatura: Metodica che ricorre ad attrezzatura per l’analisi del sangue in grado di usare solo ½ ml o cinque gocce di sangue per fare una diagnosi. Un campione di sangue per un adulto si aggira sui 10 ml.
Monitoraggio transcutaneo dell’ossigeno: Tecnica che ricorre a numerosi apparecchi diversi in grado di leggere i livelli di ossigeno attraverso la pelle senza richiedere prelievi di sangue, preziosissimi nei casi in cui sia necessario controllare i livelli di ossigeno (per es. difficoltà respiratoria) e ridurre al massimo il prelievo di sangue perché il paziente ne ha poco (per es. neonati, anemia grave).

Occlusione meccanica dei vasi sanguigni: Tecnica che si serve si una pinza o di uno strumento simile per chiudere i vasi sanguigni, specie durante un intervento chirurgico. Può essere usata per arrestare il sanguinamento di vasi sia piccoli che molto grandi.

Organizzazione di procedure complesse: Tecnica in cui un’operazione chirurgica può essere compiuta in due o più interventi minori anziché uno solo maggiore. Ha il vantaggio di tenere per meno tempo il paziente sul tavolo operatorio e ridurre così la perdita di sangue. Questa tecnica permette ai medici di avere più tempo per fare in modo che i livelli di emoglobina salgano prima di effettuare l’intervento successivo.

Ossigeno-terapia iperbarica: Metodica in cui la persona è posta in una camera sigillata che viene poi pressurizzata. Questa apparecchiatura si basa sul principio che sotto pressione n gas può essere dissolto in un liquido. Tecnica simile a quella di immettere anidride carbonica nelle bevande gassate. E’ utile nei casi di anemia acuta e di infezioni profondamente radicate, specie delle ossa.

Pantaloni anti –shock: Apparecchio che aiuta a controllare lo shock comprimendo le gambe e rimettendo in circolazione il sangue defluito negli arti. Questo assicura il flusso di sangue agli organi vitali.

Pentastarch: Sostanza colloidale somministrata per via endovenosa. I principali componenti sono acqua distillata e amilopectina ed è usato come espansore del volume plasmatico.

Posizione di Trendelenburg: Tecnica in cui il paziente viene tenuto supino su un piano inclinato con la testa più bassa delle gambe. Questa tecnica aiuta nei casi di shock mantenendo un adeguato flusso di sangue al cervello che è più sensibile alla mancanza di ossigeno di qualsiasi altro organo del corpo.


Preparazione preoperatoria: Metodica che richiede che l’équipe chirurgica si prepari in anticipo per qualsiasi necessità , prevista o imprevista, durante un’operazione particolarmente difficile. Questa preparazione anticipata richiede che si tenga conto della necessità di avere a disposizione l’attrezzatura per metodiche quali il recupero intraoperatorio del sangue, emodiluizione, ipotermia, ipotensione, ecc. più cose si possono prevedere e preparare in anticipo, minore sarà il trauma che subirà il paziente.

Pressione diretta: Tecnica che consiste nell’applicare pressione sua una lacerazione o abrasione con qualche tipo di fasciatura. La pressione diretta può chiudere arteriole e capillari e quindi favorire la coagulazione e limitare la perdita di sangue.

Radiochirurgia a raggi gamma: Grossa apparecchiatura che si serve di una fonte di forti radiazioni per “bruciare” tumori e aneurismi in modo non invasivo. La disponibilità è molto limitata ed è usata principalmente per interventi che riguardano il cervello.

Ricupero intraoperatorio del sangue: Metodica che si serve di un apparecchio (come un separatore cellulare) per aspirare il sangue che fuoriesce dalla ferita durante l’operazione. Questa apparecchiatura filtra il sangue e reimmette nel paziente sangue intero o globuli rossi lavati.


Riduzione del flusso di sangue alla pelle: Tecnica usata nella cura delle ustioni per ridurre la perdita di sangue durante l’asportazione dei tessuti ustionati. Durante questa operazione la pelle morta viene “raschiata” via, esponendo la carne viva sottostante. Riducendo il flusso di sangue in superficie diminuisce la perdita di sangue durante la “raschiatura”. Tuttavia questo flusso di sangue ridotto non può essere mantenuto per lunghi periodi di tempo.

Sollevamento della parte del corpo al di sopra del livello del cuore: Tecnica per ridurre la pressione delle vene in certe parti del corpo e quindi limitare il sanguinamento. Questa tecnica funziona meglio in caso di lacerazioni e abrasioni minori alle estremità.

Soluzione salina ipertonica: Sostanza della famiglia dei cristalloidi somministrata per via endovenosa. Questa soluzione ha una concentrazione di sale superiore al normale. E’ utile nei casi di shock.

Soluzione salina isotonica: Sostanza della famiglia dei cristalloidi somministrata per via endovenosa. Questa soluzione è “isotonica” in quanto ha la stessa concentrazione di sale (cloruro di sodio) e lo stesso PH del plasma. E’ una delle soluzioni che più largamente sono somministrate per via endovenosa.

Spugna emostatica (Gelfoam): Spugna di gelatina riassorbente che fa parte della famiglia di agenti emostatici per uso topico, usata per ridurre la perdita di sangue da ferite aperte e impiegata principalmente durante gli interventi chirurgici.


Supporto nutrizionale: tecnica per mantenere una nutrizione adeguata anche in condizioni anormali. Questo è più notevole nei casi che interessano il tubo digerente, come in presenza di un’ulcera perforata, quando il paziente non è in grado di ingerire cibo normalmente. Il cibo può essere somministrato per via parenterale (attraverso una vena) oppure oltrepassando la zona affetta (con un tubo). Le cellule hanno bisogno di “mattoni” per crescere e il cibo provvede questi mattoni.


Surgicel: Uno degli agenti emostatici usati comunemente durante gli interventi chirurgici.


Tampone emostatico (Hemopad): Agente emostatico per uso topico. Derivato dal collageno animale sotto forma di tampone sterile. Il collageno è una proteina naturale che faviorisce la coagulazione.

Thrombogen: Preparato che usa un componente del meccanismo naturale di coagulazione, la trombina, e la pone direttamente in una feritsa per chiudere i vasi sanguigni. Il Thrombogen è fatto con un derivato del sangue.

Vasopressina (Pitressina): Preparato vasocostrittore. E’ particolarmente utile nei casi di emorragia in cui si deve ridurre il flusso di sangue in una certa zona (per es. ustioni, ferite da schiacciamento).


Vincristina (Oncovin): Preparato usato principalmente nella cura della leucemia ma che è stato usato con successo nel curare malattie che causano la distruzione delle piastrine dovuta a una disfunzione del sistema immunitario come la porpora trombocitopenica idiopatica (ITP).


Vitamina B-12: Vitamina necessaria alla produzione di globuli rossi. La vitamnia B-12 può essere raccomandata quasi in tutti i casi diu anemia.

Vitamina K: Vitamina usata dal corpo nel processo di coagulazione. Può essere raccomandata quasi in tutti i casi di emorragia, ma è spesso trascurata dai medici.

Volemia: Quantità di sangue presente nel torrente sanguigno. Il corpo può sopportare gravi emorragie solo se uil volume del liquido in circolazione è mantenuto costante. Senza un volume ematico adeguato il cuore non può funzionare dovutamente.