Ottopagine: Contrasse epatite C, Asl condannata a risarcire un paziente

  • Ottopagine: Contrasse epatite C, Asl condannata a risarcire un paziente

    Sant’Agata de’ Goti, 14 novembre 2017

    Il Tribunale di Benevento ha condannato l’Asl Bn1 a risarcire un 53enne di Limatola che nel 2010 fu contagiato da epatite C evidentemente durante un intervento chirurgico all’ospedale Sant’Alfonso Maria de’ Liguori di Sant’Agata dei Goti. A darne notizia è l’avvocato Renato Martinelli che dal 2013 assiste l’uomo.

    Ieri la sentenza dei giudici presso il tribunale di Benevento. All’epoca dell’intervento, spiega l’avvocato “l’uomo era entrato e rimasto in ospedale per una settimana per la rimozione chirurgica di un banale problema è si ritrovato contagiato da uno dei più pericolosi virus che come quello dell’epatite C danneggiano progressivamente il fegato e può portate alla cirrosi epatica e in alcuni casi al tumore al fegato… Al momento del ricovero – continua il legale – il paziente non era affetto da HCV e che solo sei mesi dopo il ricovero all’ospedale de’ Liguori era poi risultato positivo al test del virus dell’epatite C.

    L’allora 46enne non si era esposto ad altre fonti di contagio come trasfusioni di sangue, emodialiasi, tatuaggi, body piercing, altri interventi chirurgici, cure dentarie, omosessualità, scambio di siringhe tra tossisco dipendenti ecc. La sentenza del Tribunale di Benevento, dopo aver affermato che <<…la diligente sterilizzazione dell’ambiente ospedaliero, della sala operatoria, dei luoghi di degenza e delle attrezzature costituisce, obbligo, precipuo della casa di cura obbligata in virtù del deferito contratto di spedalità, ad offrire ambienti salubri ed attrezzature conformi ai parametri della scienza e della tecnica medica…>> ha dichiarato la responsabilità dell’Asl Benevento 1 nella sua funzione di vertice e gestione dell’ospedale di Sant’Agata dei Goti, per non aver evitato il prevedibile contagio derivante, con elevata probabilità, dalla mancata sterilizzazione degli strumenti cui è entrato in contatto il paziente. Il Tribunale ha riconosciuto all’uomo un risarcimento che fra capitale, rivalutazione ed interessi ammonta ad oggi a circa 42mila euro”. L’avvocato Renato Mattarelli non esclude “di fare appello alla sentenza nella parte in cui non riconosce una quantificazione maggiore del danno subito dall’uomo che dopo aver saputo di essere stato contagiato esce raramente da casa, ha cambiato il suo stile di vita ed è caduto in una depressione reattiva alla consapevole della grave infezione e di essere (oltre che un contagiato) un potenziale soggetto capace di contagiare a sua volta altre persone”.

     

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