Maxi indennizzo di 400 mila euro per una donna di Ardea. Sangue infetto, risarcita.

  • Maxi indennizzo di 400 mila euro per una donna di Ardea. Sangue infetto, risarcita.

    Maxi indennizzo di 400 mila euro per una donna di Ardea. Sangue infetto, risarcita.

    Il Tribunale di Velletri condanna il ministero della Salute.

    Trasfusione di sangue infetto, il Tribunale di Velletri ha condannato il ministero della Salute ad un maxi risarcimento di 400 mila euro per una donna di 50 anni di Ardea che nel 1980 era stata sottoposta a diversi interventi che le avevano provocato l’epatite C. Assistita dall’avvocato Renato Mattarelli, nel 2001 aveva proposto la domanda amministrativa per ottenere l’indennizzo senza però successo perché, nonostante il ministero le avesse riconosciuto sia il grave danno che il nesso di casualità tra le trasfusioni e l’epatite, quella domanda era stata giudicata «intempestiva».

    In sostanza nonostante l’infezione fosse stata accertata, in base a quanto stabilito dal ministero, la paziente che aveva scoperto la malattia nel 1997 aveva presentato l’istanza troppo tardi. Il legale rappresentante della richiedente, attraverso il ricorso al Tribunale di Velletri, ha puntato invece a dimostrare il contrario: la validità di una decorrenza temporale di dieci anni per quanto riguarda le trasfusioni di sangue infetto somministrate prima del luglio del 1997. E così è stato. Tanto che la donna si è vista riconoscere quindi un indennizzo, tra arretrati e ratei futuri, di 400 mila euro.

    Un risarcimento che apre uno spiraglio al riconoscimento non solo del danno patologico, ma anche di quello integrale: vale a dire spese di cura, perdita del lavoro e malattie di natura psicologica conseguenti ai disagi provocati dall’infezione. Dopo la diagnosi di epatite la stessa donna di Ardea era caduta in una profonda depressione, con una separazione per timore di trasmettere il virus anche al consorte.

    Latina Oggi Notizie

    Articoli Correlati

    CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page

    Comments are closed.