Interventi con le protesi tossiche.

  • Interventi con le protesi tossiche.

    Interventi con le protesi tossiche.

    Il caso di uno dei primi pazienti della provincia che provvederà alla rimozione all’anca. Era stato operato a Firenze.

    Sono migliaia i modelli impiantati negli anni e che rilasciano sostanze tumorali. Le ripercussioni sulla salute relative alle protesi di rivestimento sono state accertate con diversi riscontri e diagnosi sui pazienti.

    L’ALLARME E IL PROTOCOLLO ASL. Il modello DePuy dichiarato pericoloso dal ministero della Salute
    SONO protesi pericolose, le chiamano «metallo su metallo» e provocano la fuoriuscita nei tessuti di materiali tossici, quali cobalto e cromo. Entro la fine di aprile un paziente del capoluogo verrà sottoposto alla rimozione. E’ uno dei primi casi denunciati in provincia e che riguarda le protesi alle anche e alle caviglie dichiarate fuorilegge dal ministero della Salute da quando il produttore DePuy si è autodenunciato con una richiesta di rientro e quindi rimozione dei modelli che, nel corso degli anni a causa della mobilizzazione e dell’usura, hanno rilasciato ioni metallici dannosi per la salute. Proprio come dimostrato dalla cartella clinica e dalle successivi diagnosi del paziente assistito dallo studio legale Mattarelli. Nel 2006 era stato sottoposto ad un intervento presso l’ospedale Careggi Firenze per l’impianto di una protesi all’anca. Dopo appena 4 mesi aveva iniziato ad avvertire dei dolori con la successiva comparsa di complicazioni fino al riscontro di tumore tiroideo.

    Questa tipologia di protesi sono state impiantate dal 2004 al 2010, si prevede che le persone sottoposte ad un intervento simile in provincia possano essere molte. A partire dall’agosto del 2004 è stata la stessa azienda produttrice a sospendere la commercializzazione dei prodotti a rischio, proprio dopo il riscontro delle prime anomalie. Considerando che in Italia sono state vendute 4500 protesi, 800 delle quali interessano la Toscana, l’informazione al riguardo risulta ancora carente.

    E di recente tutte le Asl hanno adottato un protocollo, su indicazione ministeriale, proprio per allertare tutti i pazienti inconsapevoli di aver un modello DePuy. Dovranno essere contattati e avviati verso un programma di controllo nel quale rientrano visite ortopediche ed esami del sangue per accertare la presenza di cobalto o altri metalli dannosi per l’organismo. «Il rilascio di queste sostanze è molto lento – fanno sapere le Asl- e per questo il periodo di osservazione dura cinque anni». E’ la stessa Cittadinanzattiva – Tribunale per i diritti del malato a suggerire a chiunque abbia subito un’operazione del genere di controllare la cartella clinica e la tipologia di protesi; rivolgersi a un medico al fine di eseguire gli accertamenti e l’eventuale rimozione del dispositivo medico.

     

    Latina Oggi

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