Epatite dalla trasfusione, paziente risarcito dallo Stato

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    Epatite dalla trasfusione, paziente risarcito dallo Stato

    Un 66enne di Latina vittima dello scandalo del sangue infetto – La Provincia

    Nuovo indennizzo per l’ennesima vittima dello scandalo «sangue infetto», scoppiato alla fine degli anni Novanta.

    Un 66enne di Latina, assistito dall’avvocato Renato Mattarelli titolare del sito dannidasangue.it, sarà risarcito dal Ministero della Salute con 90mila euro corrispondenti agli arretrati oltre ad un assegno da 600 euro al mese.

    La decisione è stata presa dal giudice del Tribunale di Latina Maria Vittoria Valente. L’uomo, sottoposto a trasfusioni di sangue infetto nel 1972, ha scoperto di aver contratto una grave forma di epatite C nel 1996. Solo dopo aver letto dello scandalo riportato dai media nazionali ha collegato la sua malattia con le trasfusioni di sangue. Nel 2001 ha dato il via alla richiesta di indennizzo previsto dalla legge numero 210 del 1992, relativa ai soggetti danneggiati irreversibilmente da vaccinazioni obbligatorie e trasfusioni di sangue.

    Il nesso causale è stato accertato nel 2008 ma l’indennizzo era stato rifiutato per un presunto ritardo nell’inoltro della domanda. Da qui la richiesta di intervento fatta all’avvocato Renato Mattarelli, impegnato nella difesa di centinaia di soggetti danneggiati da trasfusioni di sangue infetto all’estero e in Italia, molti dei quali residenti in provincia di Latina. Sul tavolo dello stesso avvocato, inoltre, è già pronta un’altra causa contro lo Stato con cui il 66enne di Latina chiederà il ristoro integrale dei danni patrimoniali e non patrimoniali che sulla base della documentazione medico-legale dovrebbe aggirarsi intorno a 300mila euro.

    Lo scorso maggio l’avvocato Mattarelli aveva assistito una donna di Sezze che, nel 1975, aveva contratto l’epatite C a causa di alcune trasfusioni di sangue infetto durante un ricovero ospedaliero. In questo caso il Ministero della Salute rischia una condanna al pagamento di 400mila euro.

     

    Il ministero della Sanità è stato condannato dal Tribunale di Latina a risarcire un uomo residente nel capoluogo per i danni causati da una trasfusione con sangue infetto fatta quarant’anni fa – Radio Luna

    LA STORIA – Tutto comincia nel 1972 quando un ragazzo di Latina, oggi 66enne, viene sottoposto ad una trasfusione di sangue e contrae l’epatire C. Non si accorge di nulla fino al 1996, quando a distanza di ben 24 anni in seguito ad alcuni disturbi, gli viene diagnosticata la malattia. Facile, risalire alla causa: le sacche di sangue trasfuse un quarto di secolo prima.

    Comincia il lungo iter legale che ha consentito oggi di arrivare al risarcimento. L’uomo si ritrova coinvolto, in veste di vittima, nello scandalo nazionale del “sangue infetto”, che travolge l’alto dirigente del Ministero della Sanità Duilio Poggiolini, il Ministro della Sanità, De Lorenzo e alcune case farmaceutiche.

    Dopo undici anni, ecco giungere l’attesa sentenza emessa dal Tribunale di Latina: il giudice Maria Vittoria Valente ha condannato il Ministero a pagare all’uomo gli arretrati, circa 90.000 euro, e a fonire un assegno mensile vitalizio di circa 600 euro. Ora, l’avvocato Renato Mattarelli, che difende il 66enne di Latina, ha già pronta un’altra causa contro lo Stato per chiedere l’integrale ristoro dei danni patrimoniali e non patrimoniali che, sulla base della documentazione medico-legale, dovrebbe aggirarsi sui 300.000 euro.

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