Epatite C a causa delle trasfusioni infette. Risarcita dopo trent’anni.

  • Epatite C a causa delle trasfusioni infette. Risarcita dopo trent’anni.

    Epatite C a causa delle trasfusioni infette. Risarcita dopo trent’anni.

    Aveva contratto l’epatite C a causa delle trasfusioni infette. Risarcita dopo trent’anni. Riconosciuti i diritti di una donna del capoluogo.

    Le hanno riconosciuto un indennizzo perché le trasfusioni a  cui era stata sottoposta nei primi anni ‘80 l’avevano portata a contrarre l’epatite C. Si è conclusa solo di recente la vicenda giudiziaria per una donna di Latina che da trent’anni vive una dolorosa odissea.

    Le trasfusioni di sangue risalgono ad un periodo compreso tra il 1979 ed il 1981, ma solo nel 2009 la 56enne aveva ha capito che l’Hcv, diagnosticata qualche anno prima, aveva relazione con quelle lontane trasfusioni dell’ospedale pontino.

    Una storia travagliata e ricca di sofferenze fisiche quella della donna che a seguito di una insufficienza renale e di un trapianto del rene all’estero aveva dovuto ricorrere a trasfusioni.

    Al danno era seguita la beffa: il sangue era infetto di uno dei più gravi virus. Questo è quello che ha stabilito la Commissione Medica a seguito del ricorso presentato dall’avvocato Renato Mattarelli a cui è stato notificato giusto ieri l’esito positivo del procedimento che riconosce alla paziente il diritto ad una assegno mensile per tutta la vita di circa 600 euro e che apre le porte alla successiva azione giudiziaria da intraprendere contro il Ministero della Salute.

    «Il problema più grande è stato quello di superare la barriera della decadenza dell’esercizio del diritto ad ottenere l’a s s eg n o previsto dalla legge – spiega l’avvocato Mattarelli – Infatti il ricorso deve essere presentato entro tre anni dalla conoscenza del danno. Il rischio era che il diritto si estinguesse poiché la paziente aveva conosciuto la malattia ben oltre tre anni prima del ricorso depositato nel settembre 2010.

    La questione è stata risolta argomentando e depositando documenti che attestano che la semplice conoscenza della malattia di diversi anni fa non coincide con la conoscenza del danno che è un concetto giudico e che necessita non solo della consapevolezza della patologia ma anche che la causa di detta malattia sia astrattamente ricollegabile con quelle trasfusioni praticate oltre 30 anni fa».

    Cosa difficile da capire per chi, come la 56enne, tutto poteva immaginare ma non certo che le sacche di sangue fossero infette. «Ora ci sono le condizioni per ottenere completa giustizia attraverso una azione risarcitoria – continua l’avvocato – che ricomprende i danni patrimoniali e, soprattutto, quelli non patrimoniali, incluso il danno alla salute psico-fisica e tutti i pregiudizi esistenziali e morali ».

    In autunno sarà notificato dallo Studio Legale Mattarelli Mezzini l’atto di citazione in giudizio ai responsabili delle gravissime lesioni che hanno pregiudicato per sempre la vita di questa sfortunata donna di Latina.

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