Contrasse l’epatite C per una trasfusione infetta, indennizzo a 71enne di Cisterna.

  • Contrasse l’epatite C per una trasfusione infetta, indennizzo a 71enne di Cisterna.

    Contrasse l’epatite C per una trasfusione infetta, indennizzo a 71enne di Cisterna.

    Latina Notizie – Le trasfusioni di sangue continuano a mietere vittime. Questa volta è toccato ad un uomo di Cisterna di Latina di 71 anni che ha scoperto di avere una grave forma di epatite C solo una anno fa a seguito di una normale analisi che aveva rilevato le transaminasi alterate nel fegato. L’uomo, rimasto sbalordito dalla brutta notizia, aveva provato a darsi una spiegazione plausibile su dove poteva aver contratto la grave infezione, visto che non si era mai drogato, non era mai stato con prostitute né aveva mai avuto una vita trasgressiva.

    Solo a seguito delle notizie di stampa, relative a casi di infezioni epatiche da trasfusioni di sangue, ha un ricordo vago di quando 30 anni prima, durante il ricovero presso l’ospedale di Cori, forse, aveva ricevuto trasfusioni di sangue a seguito di un’ulcera duodenale. Ricordava di quel lungo ricovero, dal febbraio al maggio 1982, e delle sue convulsioni e febbre e di una strana conversazione fra i medici che parlavano della qualità del sangue che arrivava dal Santa Maria Goretti di Latina.

    Oggi (28 agosto 2013) a distanza di 31 anni e’ venuto a conoscenza che quel sangue era infetto poiché è’ stato notificato al suo legale, l’avvocato Renato Mattarelli, il giudizio medico legale della Commissione Medica Ospedaliera che riconosce, oltre alla gravità della malattia, anche il nesso di causalità tra le trasfusioni del 1982 e l’epatite C.
    Tramite il suo avvocato, l’uomo aveva infatti nel gennaio di quest’anno avanzato un ricorso per ottenere lo speciale indennizzo previsto della legge n. 210/1992. Ora avrà diritto, oltre agli arretrati, ad un assegno mensile di circa 760,00 euro al mese per tutta la vita. Questo e’ comunque il primo passo per il ristoro integrale dei danni subiti a causa della trasfusione infetta dell’ospedale di Cori con sangue del centro trasfusionale del Santa Maria Goretti del 1982.

    L’avvocato Mattarelli, fiducioso sin dall’inizio dell’accoglimento di questo primo ricorso, ha già ricevuto mandato dal 71enne di Cisterna per iniziare la causa contro il Ministero della Salute e l’Asl di Latina a cui fa capo l’ospedale di Cori e il centro trasfusionale di Latina. Quello che sorprende, ancora una volta, e’ che lo studio legale Mattarelli-Mezzini, che gestisce centinaia di casi di sangue infetto in Italia, non ha ricevuto ancora una risposta dall’Asl di Latina alla richiesta di controllo sul donatore del 1982 (la legge 592/1967 in vigore all’epoca prevedeva espressamente all’art. 17 la tracciabilita’ del donatore).

    Tale informazione, utile al caso specifico dell’uomo di Cisterna, sarebbe utile anche alla comunità pontina poiché, qualora il donatore sia portare del virus dell’epatite C (come pare che sia, visto il giudizio di nesso causale tra trasfusione ed infezione) vi sarebbe l’obbligo di verifica di quante altre donazioni egli abbia effettuato e a chi il suo sangue infetto sia stato somministrato. Ciò permetterebbe ai riceventi di effettuare il test del l’epatite C e, soprattutto, non caso di positività, di curarsi tempestivamente che la malattia faccia il suo corso e non si trasformi in una mortale cirrosi epatica.

    Per questo, indipendentemente dalla questa prima vittoria del singolo caso, non soddisfa le esigenze della collettività la laconica espressione in calce al verbale di accoglimento del ricorso: “…alla luce delle risultanze epidemiologiche trasmesse della UOC, servizio di immunoematologia e medicina trasfusionale dell’Azienda USL di Latina in data 13.0613 e 25.01.13 questa Commissione Medica Ospedaliera…” accoglie il ricorso in quanto vi è nesso causale fra trasfusioni ed epatite C. Non soddisfa poiché nulla dice se il donatore sia stato, prima di tutto, rintracciato, controllato e risultato positivo o negativo al virus e, soprattutto, se positivo, se abbia continuato a donato il sangue.

     

    Dopo 30 anni un uomo di Cisterna scopre di aver contratto l’epatite C. Sangue infetto, sì all’indennizzo. Trasfusione nel 1982, riconosciuti gli arretrati e l’assegno mensile – Latina Oggi

    Il 71enne farà causa al ministero della salute. Mattarelli: chiediamo all’Asl controlli sul donatore.

    Arriva l’indennizzo per un uomo che ha contratto l’epatite C a causa di una trasfusione di sangue. Un 71enne di Cisterna ha infatti scoperto di avere una grave forma di epatite solo un anno fa, a seguito di una norma- le analisi che aveva rilevato transaminasi alterate nel fegato.

    L’uomo, rimasto sbalordito dalla notizia, aveva provato a darsi una spiegazione plausibile su dove poteva aver con- tratto l’infezione. Solo a seguito delle notizie di stampa, relative a casi di infezioni epatiche da trasfusioni di sangue, ha un ricordo vago di quando 30 anni prima, durante il ricovero presso l’ospedale di Cori, aveva ricevuto trasfusioni di sangue a seguito di un’ulcera duodenale. Un lungo ricovero, da febbraio a maggio del 1982, con convulsione e febbre e una strana conversazione fra i medici che parlavano della qualità del sangue che arrivava dall’ospedale Santa Maria Goretti di Latina.

    Oggi, a distanza di 31 anni, è venuto a conoscenza che quel sangue era infetto poiché è stato notificato al suo legale, l’avvocato Renato Mattarelli, il giudizio medico legale della commissione medica ospedaliera che riconosce, oltre alla gravità della malattia, anche il nesso di causalità tra le trasfusioni del 1982 e l’epatite C. A gennaio infatti il 71enne ha presentato un ricorso per ottenere l’indennizzo previsto dalla legge ed ora avrà diritto, oltre agli arretrati, ad un assegno mensile di circa 760 euro al mese per tutta la vita. E l’intenzione dell’uomo è quella di iniziare una causa contro il Ministero della Salute e l’Ausl di Latina a cui fa capo l’ospedale di Cori e il centro trasfusionale di Latina.

    «Questo è il primo passo – afferma l’avvocato Mattarelli – per il ristoro integrale dei danni subiti a causa della trasfusione. Ci sorprende invece, visto che gestiamo tante cause simili, non aver ricevuto ancora una risposta dall’Asl di Latina alla richiesta di controllo sul donatore del 1982. Tale informazione, utile al caso specifico dell’uomo di Cisterna, sarebbe utile anche alla comunità pontina poiché, qualora il donatore sia portatore del virus dell’epatite C ( vi sarebbe l’obbligo di verifica di quante altre donazioni egli abbia effettuato e a chi il suo sangue infetto sia stato somministrato». Ciò per- metterebbe ai riceventi di effettuare il test e, soprattutto, in caso di positività, di curarsi tempestivamente che la malattia faccia il suo corso e non si trasformi in qualcosa di più grave.

     

    Trasfusioni Infette. Ancora un caso a Cisterna di Latina – RadioLuna

    Trasfusione infetta, un uomo di Cisterna risarcito dopo 31 anni. – Latinapress

    Dopo 31 anni e’ stato riconosciuto ad un uomo di Cisterna il risarcimento per una trasfusione di sangue infetta effettuata all’ospedale di Cori nel 1982. L’uomo contrasse l’epatite c. Ora avra’ diritto ad un assegno di circa 760 euro per tutta la vita.

     

    Sangue infetto durante la trasfusione, 71enne di cisterna contrae l’epatite C – H24 Notizie

    Settecentosessanta euro al mese per il resto della sua vita più gli arretrati. E’ quanto percepirà un 71enne di Cisterna che ha recentemente scoperto di essere affetto da una grave forma di epatite C contratta durante una trasfusione avvenuta trent’anni fa presso l’ospedale di Cori.

    L’avvocato Mattarelli, legale dell’uomo, ha già ricevuto mandato dal proprio assistito per aprire una causa contro la Asl di Latina e il Ministero della Salute.

     

    Sangue infetto durante la trasfusione, 71enne di cisterna contrae l’epatite C – Scoop Square

    Settecentosessanta euro al mese per il resto della sua vita più gli arretrati. E’ quanto percepirà un 71enne di Cisterna che ha recentemente scoperto di essere affetto da una grave forma di epatite C contratta durante una trasfusione avvenuta trent’anni fa presso l’ospedale di Cori.L’avvocato Mattarelli, legale dell’uomo, ha già ricevuto mandato dal proprio assistito per aprire una causa contro la Asl di Latina e il Ministero della Salute.

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