Contrae epatite C facendo una trasfusione di sangue: maxi-risarcimento.

  • Contrae epatite C facendo una trasfusione di sangue: maxi-risarcimento.

    Contrae epatite C facendo una trasfusione di sangue: maxi-risarcimento.

    Latina Oggi Notizie – Era il giugno 1975 quando ha contratto l’epatite C a causa di trasfusioni di sangue infetto presso l’ospedale Dono Svizzero di Formia nel quale si era recato per semplici analisi di routine. Dopo tre anni e mezzo di causa l’uomo, 53 anni, ottiene un risarcimento di 122.740 euro ed un indennizzo mensile di 740 euro per tutta la vita. A stabilirlo è una sentenza del tribunale di Roma.

    Ad assistere l’uomo l’avvocato Renato Mattarelli, specializzato in responsabilità medica e danni da sangue infetto.

     

    Contrae l’epatite C, sarà risarcito – Il Giornale Nuovo

    Sangue infetto: contrae epatite C da trasfusioni, il Giudice condanna il Ministero della Salute ad un maxi-rimborso.

    Si è ritrovato in questo clamoroso dramma un 53enne di Formia, a cui il Tribunale di Roma ha stabilito un risarcimento nella seconda udienza patrocinata dal giudice monocratico Eugenio Curatola, di 122.740 euro oltre che un compenso mensile di circa 740 euro a vita. Il primo ricorso già nel marzo del 2001 il paziente fece ricorso e la commissione medica ospedaliera attestò il nesso di causalità tra l’emotrasfusione ricevuta e l’epatite cronica Hcv.
    Accertata la ricorrenza del nesso di causalità fra trasfusione e contagio il giudice ha respinto la richiesta di prescrizione quinquennale dal ministero della Salute, mettendo in rilievo l’eventuale responsabilità del ministero per l’omessa effettuazione dei controlli sul sangue e sugli emoderivati. La condanna è arrivata proprio per aver omesso o comunque ritardato l’adozione di cautele già conosciute alla scienza medica, il cui impiego avrebbe quantomeno ridotto il rischio di contagio, che ancora non era stato esattamente identificato.

     

    Epatite dopo una trasfusione, paziente risarcito con 123mila euro – Teleuniverso

    Il Ministero della Salute dovrà risarcire un 53enne di Formia per avergli provocato una grave forma di epatite C: l’uomo ha contratto la malattia a causa di una serie di trasfusioni con sangue infetto, alle quali fu sottoposto nell’ospedale “Dono Svizzero” nel 1975.

    Il paziente verrà risarcito con 122.740 euro. Lo ha deciso il tribunale Civile di Roma, al termine di una battaglia legale iniziata nel 2009. L’uomo ha scoperto di avere l’epatite C soltanto nel 1998, dopo essersi sottoposto a dei comuni esami del sangue che gli erano stati prescritti dal medico di famiglia.

     

    Sangue infetto, risarcito un formiano – Pervapolis

    I fatti risalgono al 1975. Ora avrà poco più di cento mila euro.

    Ammonta a € 122.740,00 il risarcimento a favore di un 53enne di Formia che il Ministero della Salute dovrà risarcire per trasfusioni di sangue infetto somministrate dall’Ospedale di Formia nel giugno 1975.

    Lo ha stabilito il Tribunale di Roma con sentenza di oggi 30 gennaio 2013. Oggi a 53 anni riceve finalmente giustizia per quelle trasfusioni di sangue infette che gli furono somministrate presso l’Ospedale Generale Provinciale “Dono Svizzero” di Formia nel giugno 1975.

    All’età di 40 anni l’uomo di Formia scopre di aver l’epatite C nel 1998 a seguito di normali controlli di routine del sangue. Per l’uomo inizia un vero e proprio calvario fatto di paure che lo conducono alla depressione.
    Oggi dopo 3 anni e mezzo di causa condotta dall’Avv. Renato Mattarelli arriva finalmente un congruo ristoro di € 122.740,00 oltre ad un indennizzo mensile di circa € 740,00 mensili per tutta la vita in forza della speciale legge n. 210/1992.

     

    Si ammalò per una trasfusione di sangue infetto fatta nel 1975, risarcimento ad un 53enne di Formia – Latina Notizie

    Ammonta a € 122.740,00 il risarcimento a favore di un 53enne di Formia che il Ministero della Salute dovrà risarcire per trasfusioni di sangue infetto somministrate dall’Ospedale di Formia nel giugno 1975. Lo ha stabilito il Tribunale di Roma con sentenza del 30 gennaio 2013, oggi a 53 anni riceve finalmente giustizia per quelle trasfusioni di sangue infette che gli furono somministrate presso l’Ospedale Generale Provinciale “Dono Svizzero” di Formia nel giugno 1975. All’età di 40 anni l’uomo di Formia scopre di aver l’epatite C nel 1998 a seguito di normali controlli di routine del sangue.

    Per l’uomo inizia un vero e proprio calvario fatto di paure che lo conducono alla depressione. Oggi dopo 3 anni e mezzo di causa condotta dallAvv. Renato Mattarelli arriva finalmente un congruo ristoro di € 122.740,00 oltre ad un indennizzo mensile di circa € 740,00 mensili per tutta la vita in forza della speciale legge n. 210/1992.

     

    Altro risarcimento per un uomo di Formia – Radio Luna

    Lo ha stabilito il Tribunale di Roma con sentenza di oggi 30 gennaio, All’età di 40 anni l’uomo di Formia ha scoperto di aver l’epatite C a seguito di normali controlli del sangue. Per l’uomo inizia un vero e proprio calvario fatto di paure che lo conducono alla depressione. Oggi dopo 3 anni e mezzo di causa, condotta dall’avvocato Renato Mattarelli, arriva il risarcimento, oltre ad un indennizzo mensile di circa 740 euro mensili per tutta la vita.

     

    Sangue infetto, maxirisarcimento a un malato di Formia – Latina 24 ore

    Centoventitremila euro: a tanto ammonta la somma che il Ministero della Salute dovrà risarcire ad un 53enne di Formia affetto da una grave forme di epatite C, contratta a seguito delle trasfusioni di sangue infetto che gli furono somministrate dai medici dell’ospedale “Dono Svizzero” nel giungno 1975.

    A stabilirlo è una sentenza del Tribunale di Roma. Sentenza che arriva dopo una battaglia legale durata più di tre anni.

    L’uomo scopre di aver contratto l’epatite C, infatti, solo nel 1998, all’età di 40 anni, a seguito di alcune analisi di routine. Per lui comincia un vero e proprio calvario, che lo conduce, pian piano, alla depressione.
    “Oggi il mio assistito ha avuto finalmente giustizia. Dopo 3 anni e mezzo di battaglia legale – fa sapere il suo legale, l’avvocato Renato Mattarelli – arriva finalmente un congruo risarcimento di 122.740 euro, oltre ad un indennizzo mensile di circa 740 euro per tutta la vita per quelle trasfusioni di sangue che gli furono somministrate nel 1975″.

    Articoli Correlati

    CondividiShare on FacebookShare on Google+Tweet about this on TwitterShare on LinkedInEmail this to someonePrint this page

    Comments are closed.